18/09/07

GLOSSARIO ITALIANO - LADINO CADORINO (VENAS) C-D (VOCI IN EVIDENZA: CADORE, CADUTI, CARDUCCI, CASTELLAVAZZO, CAVALLERA, CENTENARO, CIANI, CIBIANA, CIDOLO, ABATE IGNAZIO COLLE, DOVESTO, DRESDA, COGNOMI: COLLE, DA CORTE, DAL MAS, DALL'ASTA, DE BERNARDO, DE LORENZO, DE PRATO, DEL FAVERO)

C


cabala sf. cabola
cabina sf. gabina
cacare v.intr. chegà, cagà, dì de corpo
cacarella sf. schitarela [schi-ta-rè-la]
caccia sf. caza [cà-ẑa]
PARADA DE CAZA AL IEVERO - VENAS, AN ~1933 (Cliccare sulla foto per ingrandire)
Dietro: Arturo Dall'Asta (Arturo de chi de Marzer) - Davanti, seduti, da sinistra: Giambattista Soravia (Nani Capoto o de la Tela), Francesco Soravia (Checo de chi d'Incol), Pietro De March (Piero d'Alpago), Adalberto Soravia (Berto Capoto o de chi de Felipo) con il figlio Angelo, Giambattista Toscani (Nani Scarpita)
(Foto gentilmente fornitami da Costantino Soravia Capoto - de la Tela)
cacciare v.tr. e intr. 1) bete [bé-te], cazà [ca-ẑà] 2) dì a caza [cà-ẑa] /cacciar via parà via, scorsedà [scor-se-đà] [Auronzo (I.Z.) scorsenà]
cacciatore sm. cazador [ca-ẑa-đór]
cacciavite sm. cazavide [ca-ẑa-vì-đe]
caccola sf. chegola [chè-go-la]
cacio sm. spres [sprès]
caco sm. pon caco [pón]
cadauno agg.indef. a l'un
cadetto sm. 1) (allievo scuola militare) cadeto [ca-đé-to] 2) (figlio non primogenito di fam. nobile) fiol cadeto
cadavere sm. (corpo umano insepolto) morto sora tera
cadere v.intr., caduto p.p. tomà, destirà, sbragazà [∫bra-ga-ẑà] /(rafforzativo) tomà do [đó] /[Valle: cascà] /l' é tomà do par le scale /cadere all'indietro: tomà in cu, tomà indrioschena
Cadore Cador [Ca-đór] /(var.) Ciador [Cia-đór] /latino: Catubrium, Cadubrium /di Cadore (latino): Catubris, Cadubris /tedesco: Cadober, Kadober, Cadover, Kataufers /Nella "Die Chronik Eisenberger" del 1600 è invece il castello di Botestagno ad essere chiamato "schloß Cadobria" /ladino del Sella: Ciadura /friulano: Cjadovri /sloveno (letterario): Katubrija /Il nome latino Catubrium si richiamava al celtico katu: "battaglia" + briga "altura, fortezza" = l'altura della battaglia [ 1) la voce "Cador" è letterariamente documentata: il Vasari scriveva "Tiziano da Cador" 2) le voci "Cadober", "Kadober" e "Cadover"si rintracciano su Google] /vedi anche: Magnifica Comunità di Cadore, Centenaro, Pieve di Cadore, Regola, Roma, Stemma, Zuglio
Mi risulta che il più antico documento in cui il nome Cadore è citato in un contesto politico-geografico sia il decreto in data 28 maggio 974 dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Ottone II° con cui egli restituiva alla Chiesa Episcopale di Frisinga, per la denuncia del suo vescovo Abramo, nonché a seguito degli interventi di sua madre, Adelaide, e di suo nipote, Enrico Duca di Baviera, dopo che la diocesi ne era stata ingiustamente ed illegittimamente privata, i territori di Pusteria, Lurno (Carinzia), e Cadore e metteva il "banno" su caccia e pesca. Da notare come il nome Cadore sia indicato al femminile: "Catubria, Catubriae", come "Pustrussa" (o "Pustrissa"), Pusteria
(In nomine sanctae et individuae trinitatis. Otto Divina favente clementia imperator augustus. Noverit omnium industria fidelium nostrorum tam presentium quam et futurorum, qualiter venerabilis Frisingensis ecclesiae Abraham episcopus nostram adiit celsitudinem, proclamans se quedam loca in medio horum comitatuum constituta qui vulgo vocantur Pustrussa, Lurno, Catubria, iniuste et inlegitime a prefata Frisingensi ecclesia subtracta. Nos vero per interventum dilectae matris nostrae Adalhaidae et nostri nepotis, videlicet Ducis Heinrici, suis petitionibus consentientes et quicquid inter hos tres supra titulatos comitatus proprietatis habuimus, hoc est, ubi ingreditur fluvius Pudio Rionzum, ex eo loco sursum quecumque adiacet utrisque ripis eiusdem fluminis cum comitatu Catubriae, inde usque ad flumen Affultarbach, Alpes sic appellatas, videlicet Nemes, Anaganto, Valcum Munaga, Fiscalina, Cunisello, Plezzes, Serula, Pragas, Sexta, sive omnia quocumque vocabulo sint, si inter hos fluminum meatus Pudio et Rionzum, montes valles planities, praefatae ecclesiae presuli potestatique subposuimus et per nostrae traditionis scriptum iterum renovavimus, sicut ab antecessoribus nostris regibus illuc tradita comperimus. Insuper etiam sub panno imperiali nostro iubemus, quicquid deinceps in his locis nascatur in venationibus sive piscationibus, ut nullus audeat se absque licentia episcopi intromittere. Si quis hoc praevaricaverit regium pannum episcopo sive advocato illius persolvat. Iussimus hoc praeceptum conscribi per quod iubemus ut omnia praefata ad ecclesiam Frisingensem perpetuo iure pertineant. Ut autem haec concessio nostram firmam habeat stabilitatem manu nostra roboravimus anuloque nostro sigillari praecepimus.
Signum domini Ottonis invicti imperatoris augusti.
Vuildigisus cancellarius vice Rudeberti archicancellarii subscripsi.
 Data V Kal. Iun. anno Incarnat. Dom. DCCCCLXXIIII., indict. I, anno regni domini Ottonis XIII. Imperii autem V)

[Staatsarchiv - München]
traduzione:
(Nel nome della santa e indivisibile Trinità. Ottone, con il favore della clemenza divina Imperatore Augusto. Lo zelo di tutti i nostri fedeli [sudditi], sia presenti che futuri renda noto come Abramo, vescovo della venerabile chiesa di Frisinga abbia raggiunto l'altezza nostra annunciando che certe località in mezzo a loro, costituitesi in Contea, volgarmente dette Pusteria, Lurnfeld, Cadore, sono state ingiustamente e illegittimamente sottratte alla predetta chiesa di Frisinga. Noi invero per l'intervento della nostra diletta madre Adelaide e del nostro nipote duca Enrico, in conformità alle loro richieste, [stabiliamo] che tutto quello che tra queste tre Contee sopra denominate abbiamo avuto in proprietà, cioè, dove entra il fiume Pudio (Rio Casies) nel Rienza, da quel luogo sopra tutto ciò che giace su entrambe le rive del fiume verso la Contea di Cadore, da lì fino al fiume Abfaltersbach, [località] così chiamate Alpi, vale a dire Nemes, Anaganto, Valcum Munaga, Fiscalina, Cunisello, Plezzes, Serula, Braies, Sesto, o qualunque sia il nome delle stesse, lungo il corso tra questi fiumi Pudio e Rienza, montagne, vallate, pianure, siano sottoposte all'autorità del presule della suddetta Chiesa secondo la nostra tradizione e nuovamente ne rinnoviamo lo scritto come ci è stato tramandato dai nostri antenati. Inoltre, in forza del banno del nostro ordine imperiale, ordiniamo che su tutto quanto per ordine nasce in questi luoghi, relativo a caccia, a pesca, nessuno osi introdursi senza il permesso del vescovo. Se qualcuno trasgredirà a ciò, paghi il banno al vescovo o al suo rappresentante. Comandiamo che questo ordine sia registrato, per cui decretiamo che tutto quanto sopra appartenga per diritto perpetuo alla chiesa di Frisinga. Inoltre affinché questa nostra concessione abbia valida stabilità la rafforziamo di nostra mano e prescriviamo che sia sigillata con il nostro anello.
Sigillo del dominus Ottone invitto Imperatore Augusto. 
Io Vuildigiso cancelliere in sostituzione dell'arcicappellano Rudeberto ho sottoscritto.
Addì 28 del mese di maggio dell'anno dall'Incarnazione del Signore 974, indizione I, anno tredicesimo del regno del dominus Ottone e quinto dell'Impero) 
Con il nome Cador è ricordato anche un leggendario duca di Cornovaglia, conosciuto soprattutto attraverso la pseudo-storica Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth e testi gallesi. Secondo le fonti più antiche sarebbe stato un parente di re Artù, forse suo fratellastro o cugino. Fu un cavaliere della Tavola rotonda. [estratto da Wikipedia]
Napoleone I°, Imperatore dei Francesi, istituì con decreto del 30 marzo 1806 il "ducato di Cadore" e il 15 agosto 1809 nominò "duca di Cadore" Jean-Baptiste de Nompère (1756-1834), titolo che venne trasmesso ai suoi diretti discendenti fino al 1893. Nel 1924 il titolo fu riassegnato a Yves de Nompère de Champagny, e si estinse nel 2010 con la morte senza eredi del 7° duca di Cadore, Henry de Nompère de Champagny
http://fr.wikipedia.org/wiki/Duc_de_Cadore
Carta geografica della "Provincia del Cadore" di Marco Sebastiano Giampiccoli (Venezia, 1737-1809)
-cliccare sull'immagine per ingrandire-
Nota: Sono riportati sulla destra Boite i paesi di Taulèn e Marzeàna, che appartenevano a Borca, i quali furono sepolti dalla frana dell'Antelao del 21 aprile 1814 con 314 morti.
cadorino agg e sm.. cadorin [ca-đo-rìn] /(var.) ciadorin [cia-đo-rìn] /i Cadorini: i Cadorin /latino: Catubrini /"Ciadoris" in ampezzano equivale a termine spregiativo
caduco agg. de passaio [pas-sà-io]
caduta sf. tomada [to-mà-đa] , scarada [sca-rà-đa], ranada [ra-nà-đa]
caduto sm. Vedi cadere /(guerra) morto in guera /monumento ai caduti: monumento ai morte in guera
CADUTI DI VENAS NELLA 1^ GUERRA MONDIALE
Iscrizione che trovasi sulla lapide commemorativa alla base del campanile della chiesa parrocchiale di Venas:
SULLE PIETRE DI QUESTA TORRE-TOLTE ALLA CHIUSA CADORINA-LA PARROCCHIA DI VENAS INCIDE I NOMI GLORIOSI DEI SUOI VENTISEI CADUTI PER LA PATRIA-DEGNI FIGLI DELL'ANTICA CENTURIA-MENTRE LE CAMPANE DELLA VITTORIA ESALTANO LA GLORIA DI GESU' CRISTO RE-E I FASTI D'ITALIA-E LA PACE ANNUNZIATA NELL'EVANGELO-CHE IL LEONE DI S.MARCO CUSTODISCE NEI SECOLI-NELL'OTTAVO ANNUALE DELLA VITTORIA-ANNO FRANCESCANO MCMXXVI
Cap.le COLLE CELESTE fu Giacomo
Sold. DA CORTE GIO.BATTA di Antonio
Sold. DE BERNARDO GIROLAMO di Gio.Batta
Cap.le DEL FAVERO CESARE fu Pietro
Sold. GEI DOMENICO fu Gio.Batta
Sold. GEI IGNAZIO di Bortolo
Sold. GEI LUIGI fu Bortolo
Sold. GEI MARCO fu Pietro
S.Magg. GIAVI GIUSEPPE fu Antonio
Sold. OLIVO GIUSEPPE di Giuseppe
Sold. OLIVO ARTURO fu Gio.Batta
Ten. SORAVIA GIUSEPPE di Federico
Serg. SORAVIA GIUSEPPE di Osvaldo
Sold. SORAVIA PAOLO di Angelo
Sold. SORAVIA MARCO di Costantino
Sold. SORAVIA GIUSEPPE fu Fortunato
Cap.le TOSCANI GIUSEPPE di Francesco
Cap.le TOSCANI PAOLO fu Arsenio
Cap.le TOSCANI ANTONIO fu Gio.Batta
Sold. TOSCANI GIUSEPPE fu Giovanni
Sold. TOSCANI ANTONIO fu Giovanni
Sold. TOSCANI ENRICO fu Angelo
Sold. TOSCANI ALESSANDRO fu Angelo
Sold. TOSCANI MARCO di Agostino
Sold. TOSCANI ANTONIO fu Ignazio
Sold. ZANDANEL CARLO fu Marino
MCMXV - MCMXVIII
Nel II° dopoguerra è stata apposta una piccola lapide che non contiene nomi di caduti, sotto quella principale sopra riportata, che recita: Ass.ne Naz.le Alpini AI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE NEL 50° FONDAZIONE GRUPPO ANA VALLE-VENAS
I Dispersi della II^ G.M. di Venas (non mi risultano altri caduti militari) si trovano elencati, assieme a quelli di Valle e di tutto il Cadore, nel monumento a loro dedicato in località "Battaia" di Valle:
DALL'ASTA UMBERTO fu Alessandro
cl. 1915, disperso nel 1943 in Russia
GEI VITTORIO UMBERTO
cl. 1916, disperso in nel 1943 in Russia
OLIVO GIOVANNI di Angelo
cl. 1920, disperso nel 1941 nei Balcani
I morti della guerra partigiana (G.P.) e della guerra civile (G.C.) furono:
BAZZO FRANCESCO (G.P.)
GIAVI SERGIO (G.P.)
SORAVIA ANTONIO (G.C.)
per questi, vedi le rispettive voci

Per i dati anagrafici dei caduti, decorazioni, ecc. vedi l'APPENDICE III http://archivioladin-venas.blogspot.com/2007/09/appendice-iii-dati-anagrafici-e.html
caffè sm. cafè /Durante la guerra (II^), il vero caffè (arabico) era raro, sostituito da quello d'orzo [cafè de orẑe] e dai vari surrogati e veniva chiamato cafè de cafè
caffettiera sf. cogoma de cafè [có-go-ma]
cafonata sf. cafonada [ca-fo-nà-đa]
cafone agg. e sm. cafon [ca-fón]
cagionare v.tr., cagionato  p.p. procurà
cagionevole agg. (salute) malatà
caglio sm. conai [co-nài]
cagnesco agg. guardare in cagnesco: vardà storto, vardà del traves
Calalzo di Cadore Cialauze [Cia-làu-ẑe] /Borgate: Rizios [Ri-ẑiós], Molinà /In località Làgole nel secolo scorso furono trovati i resti di un santuario paleoveneto dedicato a una divinità sanante; gli scavi (curati da Enrico De Lotto e G.B. Frescura) portarono alla luce statuette bronzee e un gran numero di iscrizioni venetiche, il tutto conservato nel museo della Magnifica Comunità a Pieve. /Sul torrente Molinà fu costruita la prima fabbrica dell'occhialeria italiana moderna (1878 - Angelo e Leone Frescura - Giovanni Lozza). /Calalzo diede i natali a Alessio De Bon (1898-1957) grande archeologo delle vie romane in Veneto e Alto Adige
calamaio sm. caramal (arc.)
calamaro sm. (mollusco) caramal (arc.)
calamita sf. calamita
calamità sf. desastro sm.
calare 1) (abbassare) tirà do, calà v.tr. e v.rifl. /calare i pantaloni: tirà do le braghe 2) (diminuire) dì do v.intr. /la febbre non cala: la febre no va do 3) (ridurre) reduse v.tr. /calare le tasse: reduse le tasse
calcare v.tr., calcato  p.p. fracià, fracià do [đó] , calcà
calce sf. ciauzina [ciau-ẑì-na]
calcestruzzo sm. petume [pe-tù-me]
calciatore sm. duiador, sogador de balon
calciare v.intr., calciato  p.p. spedazà [spe-đa-ẑà], tirà peade
calcio sm. 1) peada sf. [peà-đa] 2) (di fucile) scalz [scàlẑ] 3) (sport) balon 4) (elemento chimico) calcio
calcina sf. ciauzina [ciau-ẑì-na]
calco sm. copia sf.
calcoli (alla vescica) sm.pl. mal de la piera loc.s.m. [pié-ra]
calcolare v.tr. calcolà, fei conto
calcolo sm. calcol [càl-col] (pl. calcui [càl-cui] )
caldaia sf. ciaudiera [ciau-đié-ra]
caldamente av. de cuor [cuór]
calderaio sm. stagnin [sta-gnìn]
calderone sm. ciaudiera sf. [ciau-đié-ra]
caldo sm. ciaudo [ciàu-đo]
calduccio sm. ciucio [ciù-cio]
calendario sm. lunario, calendario
calendula sf. mariele sf.pl. [ma-riè-le]
calibrare v.tr., calibrato p.p. calibrà; registrà (occh.)
calibro sm. calibro; (calibro dendrometrico) cavaleto, cianaula sf. [cia-nàu-la]
calice sm. calis [cà-lis], copa s.f.
califfo sm. califo
callifugo sm. pasta par i cai loc.s.f.
caligine sf. caligo sm. [ca-lì-go]
calle sf. cal
calligrafia sf. bela scritura
callo sm. zal [ẑal], cial, cal /callosità del gomito: carità sf.
calmare v.tr. e v.rifl., calmato p.p. chietà, chietà do, calmà
calmo agg. chieto [chié-to], cuacio [cuà-cio]
calo sm. riduzion sf. [ri-du-ẑión], calo
calore sm. calor [ca-lór] /vampata di -, anche per ira: fumane sf.pl.inv. [fu-mà-ne] |il muoversi particolare delle vacche quando sono in calore: duià
calorosamente av. con calor [ca-lór], con afeto [afè-to]
calotta sf. calota [ca-lò-ta]
calpestare v.tr., calpestato p.p. balegà [Lozzo: (E.D.F.) folpeà]
calunnia sf. calunia
calunniare v.tr., calunniato p.p. calunià
calura sf. (afa) stanfaze sm. [stan-fà-ẑe]
calvizie sf. ciarada [cia-rà-đa] (L.S.I.)
calvo agg. pelà, lustro (de ciavei)
calza sf. ciauza [ciàu-ẑa] /calzino: ciauzeto sm. [ciau-ẑé-to] /calzettone: ciauzon sm. [ciau-ẑón], calzeton sm. [cal-ẑe-tón]
calzare v.tr. bete su [bé-te] /me beto su le zavate
calzolaio sm. caligher [ca-li-ghèr], scarper [scar-pèr]
calzoni sm.pl. braghe sf.pl. [Lozzo: bargesse [bar-gés-se] ; Oltrechiusa: barghesses; Auronzo: (I.Z.) brage [brà-ge] ] patta dei -: bambina sf., batela sf. [ba-tè-la]
cambiamento sm. cambiada sf. [cam-bià-đa]; muda sf. [mù-đa]; rebalton [re-bal-tón]
cambiare v.tr. e v.rifl., cambiato mudà [mu-đà], cambià, rebaltà [Auronzo (I.Z.): mudià [mu-đià]]
cambusa sf. gambusa
camera sf. cambra /camerino: cambrin sm. [cam-brìn]
cameriere sm. camerier [ca-me-riér]
camice sm. traversa sf.
camicia sf. ciamisa
caminetto sm. fogher [fo-ghèr]
camino sm. camin /al tira do par camin (nelle giornate di vento, il fumo torna indietro)
camion sm. camion
camma sf. cam (occh.)
cammello sm. camel [ca-mèl]
camminare v.intr. dì a pè, caminà /camminare male (come portando le ciaspe): ciaspedà [cia-spe-đà]
camminata sf. caminada [ca-mi-nà-đa]
camomilla sf. camamila
camoscio sm. ciamorza sf. [cia-mòr-ẑa]
campagna sf. iei sm. [ièi]
campane sf.pl. campane /sciogliere le campane a Pasqua: molà le -: era usanza bagnarsi in questa occasione gli occhi con l'acqua, usanza riportata anticamente presente anche presso gli slavi /concerto di campane suonate a mano: campanoto sm. [cam-pa-nò-to] /[Oltrechiusa: ciampanes; Lozzo: ciampane]
campanaccio sm. sampogna sf. [sam-pò-gna]
campanello sm. campanel [cam-pa-nèl] /(var.) ciampanel [ciam-pa-nèl]
campanile sm. campanil [cam-pa-nìl] [Oltrechiusa, Lozzo: ciampanil]
campanilismo sm. rivalità de paes
campanula sf. campanela
campare v.intr., campato  p.p. tirà inavante, campà 
campata sf. campada [cam-pà-đa]
campo sm. ciampo /campaccio: ciampato /resti nei campi, in autunno, da bruciare: frate sf.pl. /brusà le frate
camuffo sm. camufo
canaglia sf. tepa [té-pa], canaia
canagliata sf. canaiada [ca-na-ià-đa]
Canal (la) [Ca-nàl] (lo stretto corso del Piave da Perarolo a Termine)
canale sm. canal [ca-nàl] /canale di scolo gatol [gà-tol]
canalino sm. 1) canesela [ca-ne-∫è-la] 2) canalin (occh.)
canalone sm. canalon [ca-na-lón]; luda sf. [lù-đa]
canapa sf. cianepa [cia-nè-pa]
Per la filatura e la tessitura della canapa, vedi il sito: http://www.museo.brinzio.va.it/sezione_filatura.php
canarino sm. canarin [ca-na-rìn]
cancellare v.tr., cancellato p.p. 1) scancelà 2) anulà 3) desnotà [de-∫no-tà]
cancello sm. cancel [can-cèl]
cancro sm. tumor [tu-mór], cancro
candeliere sm. candelier inv. [ca-de-liér]
candeggina sf. varechina
candela sf. candela
candelotto sm. candeloto (candeloto è usato per indicare la stalattite di ghiaccio)
candidato sm. candidà [can-di-đà]
candido agg. 1) candido 2) ingenuo
cane sm. cian (pl. cei [cèi], ciane [cià-ne], cian ) /cagna: ciana [cià-na] /cagnolino: cianuchel  [cia-nu-chèl] /cagnaccio: cianato [cia-nà-to] /accompagnatore di cani: cagnaro /"Al cian no 'l mena la coda par nia"
canestro sm. zesta sf. [ẑé-sta]
canino 1) de cian agg. 2) (dente) canin sm.
canederlo sm. (gnocco tirolese) canedol [ca-né-đol] (pl. canedui )
cannocchiale sm. canocial [ca-no-ciàl] (pl. canociai )
cannone sm. canon [ca-nón]
canonica sf. canonica; calonega (arc.)
canovaccio sm. canevaza sf. [ca-ne-và-ẑa]
cantare v.tr. e v.intr., cantato p.p. ciantà
canticchiare v.tr. e v.intr., canticchiato p.p. ciantuzà [cian-tu-ẑà]
cantiere sm. cantier
cantina sf. cianeva [cià-ne-va] /cantinetta: cianevin sm. [cia-ne-vìn]
cantone sm. cianton [cian-tón]
canuto agg. bianco de ciavei [cià-vei]
canzonare v.tr. mincionà, tuoi in giro [tuói]; (volg.) coionà
canzone sf. cianzon [cian-ẑón]
capace agg. da tazon [ta-ẑón], bon [bón]
capanna sf. cason sm. [ca-∫ón], cabioto sm. [ca-biò-to]
caparbio agg. ostinà, conastro [co-nà-stro]
caparra sf. capara
capeggiare v.tr., capeggiato p.p. comandà
capello sm. ciavel [cia-vél] (pl: ciavei [cia-véi] ) /scriminatura dei -: zerneio [ẑer-né-io] /arruffamento di capelli: petole sf.pl. [pé-to-le] /crocchia di -: cocon [co-cón] /capelli radi: pelentrin sm.pl.inv. [pe-len-trìn] /zona con pochi capelli: ciarada sf.inv. [cia-rà-đa] (L.S.I.) /te iavo chi cuatro pelentrin che t'as su la testa
capezzale sm. cavezal [ca-ve-ẑàl]
capezzolo sm. ciavedel [cia-ve-đèl] (R.P.)
capigliatura sf. ciavelada [cia-ve-là-đa], zurma de ciavei [ẑùr-ma, cia-véi]
capire v.tr., capito p.p. capì
capitalismo sm. capitalismo
capitale sm. capital [ca-pi-tàl] (pl. capitai  [ca-pi-tài] )
capitano sm. capitan
capitare v.tr., capitato p.p. capità
capitolazione sf. caput sm.inv. [ca-pùt]
capo sm. 1) capo /è rimasta famosa la frase pronunciata durante la rivolta di Vodo del 1715, e riportata dal Ciani, in risposta alla domanda di chi ne fosse il capo: "cà son dute capes" 2) (estremità) ciou [ciò-u]
capoccione sm. capocia [ca-pò-cia], caporion [ca-po-rión]
capodanno sm. prindelan [prin-de-làn]
capolavoro sm. capolaoro [ca-po-la-óro]
capogiro sm. stornità sf. /avere un capogiro: ienì storno [stór-no]
capoluogo sm. capoluò [ca-po-luó], capologo [ca-po-ló-go]
capomastro sm. capomastro
caporale sm. caporal
caporione sm. caporion [ca-po-rión]
capostazione sm. capostazion [ca-po-sta-ẑión]
capotavola sm. capotola [ca-po-tò-la]
capotreno sm. capotren [ca-po-trèn]
capoufficio sm. capoufizio [ca-po-ufì-ẑio]
capovolgere v.tr., capovolto p.p. voltà sotessora [so-tes-só-ra]
cappa (del camimo) sf. napa 
cappella sf. (tabernacolo) capitel [ca-pi-tèl] /un altro nome era ancona [an-có-na] (da "icona"), testimoniato dalle omonime località
cappellaio sm. capeler [ca-pe-lèr]
cappello sm. ciapel [cia-pèl] /cappello, del tipo di quello nero degli ebrei: scatol  [scà-tol]
cappotto sm. capoto [ca-pò-to], paltò, gaban [ga-bàn], pelandrana sf. (spreg.)
cappuccino sm. 1) capucin (frate) 2) capucino (bevanda)
cappuccio sm. 1) capuze [ca-pù-ẑe], capucio [ca-pù-cio] 2) (protezione) capeloto [ca-pe-lò-to]
capra sf. ciaura [ciàu-ra] /maschio della -: (caprone) cocio [cò-cio], beco [bé-co]  /capretto: iolaaudola [au-đò-la], caureto sm. [cau-ré-to] /capra che non ha ancora figliato: bimba
capriata sf. capriada [ca-prià-đa]
capriccio sm. caprizio [ca-prì-ẑio]
capriccioso agg. caprizios [ca-pri-ẑiós] [Auronzo (I.Z.): carpizios [car-pi-ẑiós] ]
capriola sf. ciamburleta [ciam-bur-lé-ta]
capriolo sm. cauriol [cau-riól]
caprone sm. cocio [cò-cio], beco [bé-co] /"Cuan che 'l cocio starnuda, al tempo se muda"
carabattola sf. ramarchia [ra-mar-chìa], bisinela [bi-∫i-nè-la]
carabiniere sm. carabinier
caraffa sf. carafa
caramei sm.pl. [ca-ra-mèi] dolcetto di antica tradizione veneziana, diffusosi anche nell'entroterra e poi quasi scomparso. Tra le due guerre venne riportato in auge specie da ambulanti cadorini che scendevano a Venezia a vendere i caramei per le strade, riportando questo dolcetto di viva attualità
caramella sf. caramela, sugheto sm. [su-ghé-to] (liquirizia)
caratterizzare v.tr., caratterizzato p.p. contrassegnà
carbonaio sm. carboner [car-bo-nèr]
carbone sm. ciarbon [ciar-bón] /piazzola per fare il -: aial [a-iàl] /cumulo di legna ricoperto di terra da bruciare in assenza di ossigeno per fare il -: poiata sf. [po-ià-ta] Vedi una serie di foto di una poiata rievocativa a Zoppè di Cadore: http://www.clz.bl.it/opencms/cmsinternacm.act?dir=/opencms/opencms/CMCLZ/Zoppe/Vivere/Il_Poiat/GalleriaFotografica/index.jsp
carbonio sm. carbonio
carburare v.tr., carburato p.p. carburà
carburatore sm. carburator [car-bu-ra-tór]
carcerato sm. presonier [pre-∫o-niér]
carciofo sm. articioco [ar-ti-ciò-co]
cardare v.tr., cardato p.p. gardà [gar-đà]
cardellino sm. gardelin [gar-đe-lìn]
cardinale agg. e sm. cardinal [car-đi-nàl]
cardo s.m. iardon [iar-đón] /cardo selvatico rosa salvarega
Carducci, Giosuè (1835-1907) famoso poeta e scrittore italiano, premio Nobel per la letteratura. Viene qui citato per la sua ode "Cadore", la cui storia si può conoscere qui:
La poesia si può leggere qui:
Ho anche pubblicato una versione dialettale di tutte le tre parti dell'ode, nel mio nuovo Blog "TESTIMONIANZE LADINE":
http://testimonianzeladine.blogspot.it/2016/07/cador-giosue-carducci-dialeto-de-venas.html
L'ode è dedicata a Tiziano Vecellio e a Pietro Fortunato Calvi. Alla riga 49 il Carducci ricorda i fatti d'arme della Chiusa di Venas del maggio 1848. Alla riga 93 viene citata la bandiera del Centenaro di Venas che sventolò allora alla Chiusa, oltre che nella battaglia di Rusecco di Valle del marzo 1508. Bandiera tuttora conservata nella chiesa parrocchiale di Venas (vedi sotto alla voce Centenaro).
Meno nota è una traduzione inglese dell'ode, pubblicata nel 1913 a Londra da Longmans, Green, and Co.,  assieme ad una vasta selezione di opere del Carducci da G.L. Bickersteth, M.A. (Christ Church, Oxford), che riproduco qui a beneficio dei lettori di lingua inglese (L'intero libro è scaricabile da qui, 21 MB circa:)
http://warburg.sas.ac.uk/pdf/enh1150b2447163.pdf


CADORE

I
GREAT art thou. Sunlike, shining eternally, 
Thy rainbow colours comfort the world of men, 
Idealised, youthful for ever,  
Nature doth smile in the forms thy genius

Pictured. The rose-red glow of thy phantasies
Flashed o'er that grim, tumultuous century,
And hushed was the clash of those warring
Nations; they paused to look upward, wond'ring.  

And he, the Flemish Caesar, the passionless  
Destroyer, who sacked Rome and our Italy,
Forgetting his majesty, stooped to
Pick up for thee from the floor thy pencils.

Say, dost thou sleep, O ancient one, 'neath the weight  
Of Austrian marbles where the grey Frari looms
Around thee, or dost thou now wander,
Spirit diffused, o'er thy native mountains,

Here, where on thee, whose forehead Olympian
One hundred years of calm life engarlanded,
'Mid white clouds doth smile the cerulean
Sky, and doth woo thee with fragrant kisses?

Yea, thou art great. And yet yonder humble stone  
With more compelling magic doth call to me;
The bold face of yon youth defiant
Claims from me songs in the classic measure.

Tell me, O godlike youth, whom defiest thou ?
Battle and fate and terrible onset of
A thousand 'gainst one thou defiest,
Spirit heroical, Pietro Calvi.

Yea, e'en so long as Piave through wild ravines
In the eternal flight of the centuries
Flows downward and buffets the Adrian
Sea with the wrack of her dark-stemmed forests,

Which to Saint Mark of old gave his turreted
War-galleys yonder 'mid the Echinades;
So long as the westering sun doth
Tinge the pale Dolomite's distant spires,

Making the mountains, loved by Vecellio,
His Marmarole glisten at eventide
Rose-red, a dream-palace, where spirit
Forms and veiled Destinies float in splendour:

So long, O Calvi, so long may thy dread name
Live unforgotten, peal like a trumpet-call
To brave hearts, and pulse in the pallid
Cheeks of our youths as they arm to battle.

II
Not with the oat of Arcadian swains do I sing thee, Cadore, 
       Blending with murmur of wind and rill;  
Thee do I hymn in heroic verse, that blends with the thunder
       Of guns heard in the vales below.  

Oh, that second of May, when he leapt on the parapet bounding 
       The road by Austria's frontier !  
Captain Pietro Calvi — the bullets whistled around him —
       Fair-haired, erect, immovable,  

Lifts on the point of his sword, while he glares at the foe in defiance,
       The note surrend'ring Udine:  
High in his left hand waves he a red scarf, signal of battle,
       Of war and battle to the death.  

PeImo and Antelao, beholding that deed of a hero,
       Shake free from clouds their hoary crests,  
Like unto giants primeval, who, tossing the plumes of their helmets, 
       Stand by and gaze upon the fight.  

Like unto shields of heroes, which flash in the sagas of minstrels
       Along the astonied centuries,  
Glistening white and pure in the rays of the sun as he climbeth
       The sky their sparkling glaciers shine.  

Sun of the glories of olden days, with how burning an ardour
       Dost thou embrace Alps, streams, and men !  
Thou thro' the sod beneath the gloomy forests of pine-trees
       Dost penetrate and wake the dead.  

Sons, o'er our mouldering bones smite down, smite down the invader,
       Barbarian, our eternal foe:  
Crags, crash down from the snows stained red with our blood !
       Avalanches, annihilate him utterly !

So from mountain to mountain re-echoes the voice of the heroes
       Who at Rusecco fought and died,  
And from town unto town it swells ever louder; like thunder
       The breezes catch and pass it on.  

Blithely they rush to arms the youths of Titian's village
      With battle-shout of  'Italy';  
Smiling the women lean o'er the black wooden balconies gay with
       Carnations and geraniums.  

Mirthful Pieve, that nestles 'mid smiling hills and hearkens
       To Piave thund'ring far below;  
Lovely Auronzo, stretched far out o'er the plain 'mid her waters 
       'Neath gloomy Mount Ajarnola,  

And sunny Lorenzago, 'mid sloping meadows, the mistress
       Of the wide dale on either hand,  
All the green Comelico dotted with hamlets half hidden
       Among the fir-trees and the pines, 

And other towns, and yet others, from smiling woodland and pasture
       Send forth their fathers and their sons;  
Guns are seized, and spears and pruning-hooks brandished: the echoes
       Are wakened by the shepherd's horn.  

Plucked from the Altar, the ancient banner is borne which at Valle
       Beheld another Austrian rout,  
Bidding the heroes hail : at a new sun, at a now peril
       The old Venetian lion roars.  

Hark ! a faint, far sound on the breeze, ever nearer, distincter
       It swells, clangs. clashes tumultuous;  
Sound of weeping and calling. of shrieking. of praying, of goading
       To frenzy, insistent, terrible.  

'What does it mean ?' demandeth the foe, who seeketh a parley,
       With questioning and startled gaze.  
They are the bells of the people of Italy,' calm came the answer; 
       'For our death or for yours they ring.

Ah, Pietro Calvi, on the plain by Mantua's trenches
       When seven years have passed shall Death  
Seize thee—  thee, who camest in quest of her, e'en as an exile 
       Steals back in secret to his bride.  

As on the Austrian guns, so now on the Austrian gibbet
       He gazeth, glad, unflinching, calm,  
Grateful unto the foe who condemn him to pass as a soldier
       To join the Holy Host of Dead.  

Never a nobler soul hast thou launched at Italy's future,
       Released from vile imprisonment,  
Belfiore, black pit, 'neath th' Austrian gallows: Belfiore,
       Brightt altar of the martyrs now.  

Oh, if ever a man, calling Italy mother, forget thee,
       May his adulterous bed bring forth  
Such as shall trample him down in the mire; from the gods of his household 
       Thrust out in old age, vile, abhorred !

And in the heart, in the brain, in the blood of him who denieth 
       His country, may some ghastly power  
Urge him to suicide! and from his mouth, blaspheming, repulsive, 
       May a green toad exude its slime.  


III
To thee returneth, e'en as the Bird of Jove 
When with a struggling snake he hath gorged himself
Sails home on wide, motionless pinions,
Home to the sun and his wind-swept eyrie,

To thee this sacred song of the fatherland
Turns home, Cadore. Swelling melodiously,
The gradual murmur of pine-trees
'Neath the pale beams of the white Moon-Maiden

Breathes o'er the magic sleep of thy waters with
Long-drawn caresses. Thy happy villages
Now blossom with flaxen-haired children:
On the o'erhanging cliff-edges stalwart

Girls cut the hay 'mid laughter and song, their bright
Tresses confined in black scarves and rapidly
Their blue eyes with keen glances sparkle:
And by precipitous mountain pathways

The carter drives his team of three horses down,
Dragging a load of pine-trunks, and all the air
Is filled with their fragrance, and round the
Weir swarm the woodmen of Perarolo.

Hark, through the mists enwreathing the mountain-tops
Thunders the chase; and, sure hit, the chamois falls—
Ay, falls as the foe, when our country
Calls on her sons to defend her, falleth.

Pietro Calvi's spirit I seek to snatch
From thee, Cadore, and on the wings of song
Throughout the peninsula send it
Herald-like:  Ah, to ill purpose wakened, 

'Deem'st thou the Alps a pillow encouraging
Slumber and dreams of treach'rous adultery ?
Up, sluggard, and finish thy warfare !
Up, for the cock of the War-God croweth !'

Not until Marius climb o'er the Alps again,
And on the twin seas gazeth Duilius,
Shalt thou be appeased, O Cadore,
Shall we demand from thee Titian's spirit.

Then on thr shining, spoil-enriched Capitol
Splendid with new laws; ay, on the Capitol
Then let him paint Italy's triumph,
Her new Assumption among the nations.

carestia sf. carestia [la storia ha tramandato l'eco delle ricorrenti terribili carestie che colpirono il Cadore nei secoli scorsi. In un recentissimo libro di Alessandro Sacco "La vita in Cadore - Aspetti del dominio veneto nelle lettere di capitani e vicari 1500-1788" edito da CIERRE Edizioni (2007), la situazione economica del Cadore risulta ben tratteggiata. Riporto un brano di una lettera del 5 aprile 1540 del Capitano veneto di Cadore Vincenzo de Molino al Doge Pietro Lando (pag. 168): "Che sono piue de quisti miserabili che non gustano pan due fiate alla septimana, per la granda miseria son in loro et viveno solum de erbe et de late. Et questo per causa che pochi marcadanti vengono a signar li suo ligname, che li mancha ogni sufragio al viver loro, essendo le carestie grandissime, come se trova al presente .....".
Credo tuttavia che queste ultime parole si riferiscano alle gravi carestie che colpirono in quegli anni anche la stessa Venezia. In ogni caso, si deduce che il principale problema economico del Cadore è sempre consistito nella sua monoeconomia, miniere e legname prima, e occhiale nel secolo scorso]
carezza sf. careza [ca-ré-ẑa]
carezzare carezà [ca-ré-ẑà]
carica sf. funzion [fun-ẑión], ofizio sm. [o-fì-ẑio]
caricare v.tr., caricato p.p. ciarià [cia-rià]
carico sm. ciaria sf. [cià-ria], croma sf. [crò-ma]
carie sf. carol sm. [ca-ról] /cariato agg. carolà
carino agg. belin [be-lìn]
Carinzia Carintia
carne sm. carne, cicia sf. /parti scarte della carne: strinze sf.pl. [strìn-ẑe]
carniere sm. carnier [car-niér]
caro agg. ciaro [cià-ro]
carpentiere sm. carpentier [car-pen-tiér]
carpino sm. ciarpin [ciàr-pin], carpin [càr-pin]
carradore sm. ciarador [cia-ra-đór]
carrello sm. carel [ca-rèl]
carrettiere sm. caretier [ca-re-tiér] /i comandi principali (al cavallo) del - erano: òò = ferma, ìì = vai, serùc = indietro, bist = sinistra; G.D.C. segnala anche ari = vai, voce rimasta a Venas nell'espressione: "senẑa dì né ari né stari"
carreggiata sf. ciaradada [cia-ra-đà-đa]
carrettino sm. caretin [ca-re-tìn], birocio [bi-rò-cio]
carriera sf. cariera
carriola sf. galiota [ga-liò-ta] (G.D.C.), barela [ba-rè-la], cariola
carro sm. plaustro [plàu-stro] (arc.), ciar [ciàr] /avantreno del -: bigonza sf. [bi-gón-ẑa] (V.M.T.) /mezzo carro, inteso come misura (arc.): gartono [gar-tó-no]
carretto sm. careto /dì a vende gelato col careto
carrozza sf. caroza [ca-rò-ẑa]
carrozzina sf. caretina [ca-re-tì-na]
carruba sf. carobola [ca-rò-bo-la]
carrucola sf. zighignola [ẑi-ghi-gnò-la]
carta sf. carta /carta copiativa: carta calcante
cartella sf. (scuola) sacheta [sa-ché-ta]
cartoccio sm. scartoze [scar-tò-ẑe]
cartuccia sf. patrona
casa sf. ciasa [cià-∫a] [Oltrechiusa: cèsa]
casaccio (a) loc.av. a ston [stón]
casalingo agg. de ciasa / (var.) ciasalin [cia-∫a-lìn] /cucina casalinga: da magnà fato a uso de ciasa
casamento sm. cason [ca-∫ón], vaticano
casaro sm. mistro [mì-stro]
cascante agg. a chilon [chi-lón] /t'as le braghe a chilon
cascare v.intr., cascato p.p. tomà, chilà
cascata d'acqua loc.s.f. pissa sf.
cascina sf. baita [bài-ta]
caseificio sm. casina sf. [ca-∫ì-na]
casello sm. casel [ca-∫èl]
casera sf. casera (nome dialettale entrato nell'uso italiano)
caserma sf. caserma
casetta sf. ciasuta, ciaseta [cia-∫ù-ta, cia-∫é-ta]
casino sf. casin [ca-∫ìn]
caso sm. 1) caso 2) fatalità sf.
casomai av. sincaso [sin-cà-∫o]
cassapanca sf. casseton [cas-se-tón]
cassetta sf. casseta [cas-sé-ta], cassela [cas-sè-la], casseloto sm. [cas-se-lò-to]
cassetto sm. casseto, cassela sf. /cassettino cassetin [cas-se-tìn]
cassettone sm. casseton [cas-se-tón], comò
cassiere sm. cassier [cas-siér]
castagna sf. castagna /castagna secca stracaganassa [stra-ca-ga-nàs-sa] /chi da Venas i dèa a vende castagne, piere cuote, caramei, peverin, e autra roba da magnà, do par l'Italia e inte in Germania. An on da Venas l'era a Monaco a la fin de i ane '30 e 'l vendea castagne davante na cesa de 'l centro. An dì, Hitler e i suoi i ien fotografade intan che i magna castagne da sto cà da Venas, e i ghi regala la foto. I conta che cuan che l'on l'é tornà in Italia, par paura dei partigiani, no 'l s'ève fidà a cenì la foto, e 'l ève brusada
castagno sm. castan [ca-stàn]
castagnole sf. faete [fa-é-te] (dolce tipico preparato soprattutto nel periodo del Carnevale)
Castellavazzo Castel /[ex] Frazioni: Codissago, Olantreghe, Podenzoi [Po-đen-ẑói]
Presso [l'ex] Municipio di Castellavazzo (il Comune di Castellavazzo è confluito in quello di Longarone) trovasi un cippo, eretto in onore dell'imperatore Nerone, ma con le sue lettere cancellate a seguito del decreto di "damnatio memoriae" da parte del Senato romano.
La scritta è la seguente:
IN HONOREM / [[[NERONIS -cancellato-]]] CLAUDI / CAESARIS AUGUSTI / GERMANICI.   / SEX(TUS) PAETICUS Q(UINTI) F(ILIUS) / TERTIUS ET / C(AIUS) PAETICUS SEX(TI)  F(ILIUS) / FIRMUS / HORILOGIUM CUM SEDIBUS / PAGANIS LAEBACTIBUS               / DEDERUNT.
traduzione:
In onore [[[di Nerone -cancellato-]]] Claudio Cesare Augusto Germanico. Sesto Petico figlio di Quinto, Terzo e Caio Petico figlio di Sesto [e] Fermo donarono [questo] orologio con sedili alla gente Lebazia.
Laebatia era il nome della tribù che abitava il luogo, e che diede il nome al paese (Lavazzo).
castello sm. ciastela sf. [cia-stè-la] (R.P.), castel [ca-stèl]
castigo sm. matasego [ma-tà-∫e-go] (G.D.C.)
castratore sm. castrin [ca-strìn] /il castrin era anche chi andava per le case ad abbattere e macellare i maiali /è rimasta nel dialetto l'espressione: spuẑà da castrin, letteralmente: puzzare da castratore
catapecchia sf. carobera [ca-ro-bè-ra]
catarro sm. cataro, paparoto [pa-pa-rò-to] /liberarsi del catarro: scatarà
catasta sf. 1) castel sm. [ca-stèl], catasta 2) tassa, tasson sm. (legna) [tas-són] dim.: tassonel  [tas-so-nèl]
catechismo sm. dotrina sf. /andare a catechismo: dì a dotrina
catena sf. ciadena [cia-đé-na] /catenella: ciadenela [cia-đe-nè-la]
catenaccio sm. ciadenaze [cia-đe-ná-ẑe]
caterva sf. sgodia [sgò-đia]
catino sm. ciadin [cia-đìn]
cattivo agg. tristo, tosseos [tos-se-ós]; (tempo, coperto) ingrintà, inbrodignà [in-bro-di-gnà] /"L'é i boi e i triste"
catrame sm. catrame
cattedrale sf. catedral
cattolico agg. catolico
catturare v.tr., catturato p.p. ciapà /ciapà an cauriol
causa sf. reson [re-∫ón], causa /a causa di: par via de
causare causà v.tr. [cau-∫à], produse [pro-đù-∫e]
cauzione sf. cauzion [cau-ẑión]
Cavallera Cavalera (la) tratto della strada di Alemagna che da Perarolo conduce in tre chilometri in territorio del Comune di Pieve di Cadore con un dislivello di 172 metri e due tornanti a U, tratto dismesso dall'ANAS nel 1985 a seguito della costruzione della galleria di Caralte e del Ponte Cadore sul Piave, ma mantenuto in ottimo stato e ora gestito da Veneto Strade. Per il suo significato letterale e la sua storia, leggere il seguente cartello turistico posto a Perarolo (1) prima della salita alla fine del ponte sul Boite, in cui è stata riprodotta anche l'iscrizione della lapide incastonata nella roccia a circa metà percorso: essa riporta in latino la data del 1830, il nome dell'artefice della strada di Alemagna l'imperatore d'Austria Francesco II (1768-1835), i nomi dei governanti del tempo (Ranieri d'Asburgo-Lorena, vicerè, e Johann Baptist von Spaur, governatore del Lombardo-Veneto), i nomi degli ingegneri che la progettarono (Giuseppe Malvolti e Ermenegildo Francesconi) e infine il nome dell'impresario costruttore (Antonio Talacchini)  
(Fare clic sull'immagine per ingrandire)
(1) Nota: Cartello esposto a cura della Comunità Montana Centro Cadore - Ideazione di Antonella e Maria Silvia Guzzon - Vedi anche: http://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_strada_Anas_309_-_ex_SS_51_(Cavallera)
cavaliere sm. cavalger [ca-val-gér] (R.P.), cavalier
cavalletta sf. sautaruco sm. [sau-ta-rù-co]
cavallo sm. ciaval [cia-vàl] /cavalla sf. ciavala [cia-và-la] /cavallo dei pantaloni: cavaloto [ca-va-lò-to]
cavalluccio (a) loc.av. a sacomolin [sa-co-mo-lìn]
cavare v.tr., cavato p.p. iavà, tirà fora [fò-ra]
cavarsi v.rifl. se tirà fora [fò-ra], se scapolà /me l'èi scapolada
cavezza sf. ciaveza [cia-vé-ẑa], caveza 
caviale sm. cavial
caviglia sf. ciadia [cia-đì-a]
cavillare v.intr., cavillato p.p. besegà [be-∫e-gà]
cavilloso agg. besegon [be-∫e-gón], sofistego [so-fì-ste-go]
cavolo cappuccio sm. capuze [ca-pù-ẑe]
cazzuola sf. cazola [ca-ẑò-la]
cecchino sm. cechin [ce-chìn]
cedere v.intr. ziede [ẑié-đe], chipà
cedevole agg. trendo [trèn-do], mol [mòl]
cedola sf. zedola [ẑé-do-la]
ceduo agg. (bosco) de fuoia [fuó-ia]
cefalea sf. mal de testa
ceffone sm. papina sf. [pa-pì-na], stramuson [stra-mu-∫ón], slepa sf. [∫lè-pa], slepazon [∫le-pa-ẑón]
celebrare v.tr., celebrato p.p. zelebrà [ẑe-le-brà] / - ha anche il significato ironico di non ottenere nulla, nel detto: "Cà no s'in zelebra"
celebrazione sf. celebrazion [ce-le-bra-ẑión], comemorazion [co-me-mo-ra-ẑión]
celere agg. svelto [svèl-to]
celibe agg. e sm. tos [tós]
cella sf. cela [cè-la]
cellula sf. celula [cè-lu-la]
cellulare sm. celular [ce-lu-làr]
celluloide sf.  ciroloide sm. e sf., ceruloide [ci-ro-lòi-de, ce-ru-lòi-de] (occh.)
cemento sm. (calcestruzzo) petume [pe-tù-me], cimento
cena sf. zena [ẑé-na]
cenacolo sm. cenacolo /cenacolo era detta a Venas una sala appartata delle osterie "Valpolicella" e "Al Leon", riservata solo a clienti fissi ed esclusivi
cenare v.intr., cenato p.p. zenà [ẑe-nà]
cencio sm. straza sf. [strà-ẑa], strazon sm. [stra-ẑón]
cencioso agg. strazon [stra-ẑón]
cenere sf. zendre sm. [ẑén-dre] /cuose i pierestorte sote 'l zendre
cengia sf. zengia [ẑén-gia]
cenno sm. moto [mò-to] /fare cenno: fei moto
cenone sm. zenon [ẑe-nón] /al zenon de l'ultimo de l'an
censimento sm. zensimento [ẑen-si-mén-to]
Centenaro antica circoscrizione militare-amministrativa cadorina (detta anche Centuria). I nomi "centenaro" e "centuria" derivano dal numero cento, in riferimento ad un territorio in grado di fonire un centinaio di uomini validi alle armi. Dieci centenari (vedi i loro nomi sotto "Pieve di Cadore" - statuto del 1338) costituivano la Magnifica Comunità di Cadore (vedi), ente federale con sede a Pieve. Il numero di dieci doveva essere fisso: quando Ampezzo lasciò il Cadore nel 1511, fu creato il Centenaro di Pescul (Selva). Ad ogni Centenaro facevano capo varie Regole (vedi). Venas era a capo di un Centenaro che comprendeva Cibiana, Zoppè, Cancia di Borca, Vodo, Vinigo e Peaio. Spettava al Centenaro di eleggere un "officiale" (giudice civile e ufficiale di polizia), i propri rappresentanti al Consiglio della Magnifica Comunità di Cadore e un "capitano di bandiera" (comandante della milizia territoriale del Centenaro, la cernida (plurale: cernide). Ogni miliziano teneva in casa il proprio armamento ed era obbligato a  presentarsi alle “ordinanze” nelle quali venivano eseguite periodicamente l'istruzione e le esercitazioni militari. La bandiera (tradizionalmente detta "gonfalone"), recentemente restaurata, della Cernida di Venas è conservata nella chiesa parrocchiale di S.Marco Nuovo. Essa sventolò nella battaglia di Rusecco del 1508 tra i veneziani di Bartolomeo d'Alviano e gli imperiali di Massimiliano d'Austria, e nei fatti d'arme alla Chiusa di Venas del 1848 tra i cadorini guidati da Pier Fortunato Calvi e gli austriaci guidati dal maggiore Hablitschek. Dopo la caduta della Repubblica Veneta (1797), anche tutta la struttura semi-autonoma cadorina crollò. Venas rimase solamente fino al 1818 sede di Comune, poi il suo territorio venne incorporato nel Comune di Valle. Cibiana e Zoppè formarono due comuni, Vodo incorporò Peaio e Vinigo, e Cancia entrò a far parte del Comune di Borca
Bandiera (Gonfalone) della Cernida del Centenaro di Venas
centesimo sm. scheo [schè-o], zentesemo [ẑen-tè-∫e-mo]
centimetro sm. scheo [schè-o] /l'a fato doi schei de nieve
centinaio sm. zentener [ẑen-te-nèr]
cento agg. num.card. zento [ẑèn-to]
centralino sm. centralin [cen-tra-lìn]
centrino sm. centrin [cen-trìn]
centro sm. zentro [ẑén-tro], centro, al medo [mè-đo]
centrale agg. de medo [mè-đo], zentral [ẑen-tràl], central [cen-tràl]
centrare v.tr., centrato p.p. centrà
Centuria vedi Centenaro
ceppaia, ceppo tauta sf. [tàu-ta], zocia sf. [ẑò-cia]
cera sf. 1) zera [ẑé-ra] 2) ziera [ẑié-ra]
ceramica sf. latesin sm. [la-te-∫ìn]
cerata sf. inzerada [in-ẑe-rà-đa]
cerbiatto sm. piciol de cauriol [pì-ciol, cau-riól]
cerbottana sf. zarabotana [ẑa-ra-bo-tà-na]
cercare v.tr. 1) dì in zerca de [ẑér-ca], dì a vede de [vé-đe], dì a, vardà de [var-đà] /dì in ẑerca...dì a vede de le ciave /dì a sfongui /vardes-to de chi ? /vardà de fèi polito
cerchio sm. zercol [ẑér-col] (pl. zercui  [ẑér-cui] )
cerchio della conta loc.s.m. (giochi) cordon sm. [cor-đón] (R.P.)
cerimonia sf. cerimonia
cerimonioso agg. cerimonios [ce-ri-mo-niós]
cernere v.tr. zerne [ẑèr-ne] 
cernida sf. cernida milizia territoriale dei Centenari cadorini (vedi la voce Centenaro)
cerniera sf. bartuela [bar-tu-è-la], bortuela [bor-tu-è-la]
cerotto sm. flaster [flà-ster], ceroto
certificare v.tr., certificato p.p. zertificà [ẑer-ti-fi-cà]
certo agg. seguro [se-gù-ro]
certo agg.indef. zerto [ẑèr-to]
certo av. deseguro [de-se-se-gù-ro]
cerume sm. zerume [ẑe-rù-me]
cervello sm. zervel [ẑer-vèl]
cervo sm. zervo [ẑèr-vo], cervo
cesello sm. cesel [se-∫èl]
cesena sf. (Turdus pilaris) merlo ciac sm.
cespo sm. (verdura) bar
cespuglio sm. brussa sf. [brùs-sa] /cespuglio grande: brusson [brus-són]
cessare v.tr., cessato p.p. finì /ha cessato di piovere: l'a tirà su, l'a fato fora
cesso vedi gabinetto
cestello sm. zestel [ẑe-stèl]
cesto sm. zesta sf. [ẑé-sta] /cestino: zestela sf. [ẑe-stè-la]
cetriolo sm. cucumero [cu-cù-me-ro]
che pron. che /che fai?: che fas-to? [Oltrechiusa: ce fas-to?] Vedi NOTA STORICA alla voce ladino
che cosa ? che ?
chewing-gum sm. ciunga sf. [ciùn-ga] /la resina di conifere, fusa e colata su di una pietra, era un economico sostituto della ciunga, ma dal gusto amarognolo
checca sf. fenocio sm. [fe-nò-cio]
chi pron. chi
chiacchiera sf. ciacola [cià-co-la], ciaciara [cià-cia-ra], comarò sm.inv.
chiacchierare v.intr., chiacchierato p.p. babà, batolà, ciaciarà, ciacolà, menà, scomarà
chiacchierone sm. menaduoi [me-na-đuói], batolon [ba-to-lón], ciacolon [cia-co-lón], menarosto [me-na-ró-sto], lengon [len-gón] /l'e 'n gran menaduoi
chiamare v.tr. e v.rifl., chiamato p.p. ciamà /(imporre un nome) bete in nome /i ghi a betù in nome Vitorio
chiappe sf.pl. culate [cu-là-te]
chiarire v.tr., chiarito p.p. spiegà
chiarimento sm. spiegazion sf. [spie-ga-ẑión]
chiaro agg. ciaro [cià-ro]
chiasso sm. sessuro [ses-sù-ro]
chiavare v.tr., chiavato p.p. ciavà /va a fèite ciavà
chiave sf. ciave [cià-ve]
chiavistello sm. batel [ba-tèl], scloc [sclòc]
chiazza sf. macia [mà-cia], tacola [tà-co-la]
chicchessia pr.indef. chichessea [chi-ches-séa]
chicco sm. garnel [gar-nèl]
chiedere v.tr., chiesto p.p. domandà
chierica sf. cerica [cè-ri-ca]
chierichetto sm. chericheto /servire la messa come chierichetto: dì a bete cota = letteralmente, andare a mettere cotta (paramento liturgico)
chiesa sf. iesia [ié-∫ia] (est.); cesa [cé-∫a] /"No é dute sante chi che va inte cesa"
chilogrammo sm. chilo
chinare v.intr. e v.rifl., chinato p.p. cufà, cufà do [đó]
chincaglieria sf. bataria [ba-ta-rìa]
chioccia sf. coca [cò-ca] /sotto chioccia: sote coca
chiocciare v.intr., chiocciato p.p. s-ciozì [s'cio-ẑì]
chiodo sm. ciodo [ciò-đo] /chiodo da scarpe: brocia sf. [brò-cia] /chiodino: ciodin [cio-đìn]
chioma sf. zurma [ẑùr-ma]
chiudere v.tr., chiuso p.p. serà, serà su /chiudere dentro: serà de inte [ìn-te] /hanno chiuso tutto: i a serà su duto
chirurgo sm. cerusego [ce-rù-∫e-go] (arc.), chirurgo
chitarra sf. ghitara [ghi-tà-ra]
chiunque pron.indef. cual che sea
chiusa sf. ciusa [ciù-∫a] /La Ciusa de Venas /sulla Chiusa di Venas vedi le voci: Venas e Risorgimento
ciabatte sf.pl. zavate [ẑa-và-te]
ciabattone sm. zavaton [ẑa-va-tón]
cialtrone agg. balista [ba-lì-sta], lavativo [la-va-tì-vo]
ciambelle sf.pl. (tipiche della Cresima) buzolai sm. [bu-ẑo-lài]
ciancia sf. ciacola [cià-co-la]
cianfrusaglia sf. ramarchia [ra-mar-chìa], strafanicio sm. [stra-fa-nì-cio], ciavaria [cia-va-rìa], bataria [ba-ta-rìa]
Ciani, Mons. Giuseppe (Domegge, 1793-Ceneda, 1867) fu il massimo storico del Cadore. Scrisse la "Storia del Popolo Cadorino", di cui ebbe a dire: "Questo lavoro sarà l'ultimo inno, onde ho fermo di onorare, la mia buona, la mia cara, in tante guise travagliata Patria, che dopo Dio amo svisceratamente".
RITRATTO DI MONS. GIUSEPPE CIANI

EPITAFFIO DI MONS. GIUSEPPE CIANI
In questo Glossario, Mons. Ciani è citato alle voci: Ospitale e Venezia.
ciao int. sani, ciao /(var.) sane
ciarlatano sm. zarlatan [ẑar-la-tàn]
ciarliero agg. menarosto [me-na-ró-sto]
ciarpame sm.inv. scoaze sf.pl. [scoà-ẑe]
ciascuno agg.indef. ognun [o-gnùn] /per ciascuno: par on [par òn]
cibarsi v.rifl. magnà v.tr.
Cibiana di Cadore Zubiana [ẑu-bià-na] /Borgate: Pian Gran, Le Nuóve, Col, Masarié, Zubiana de Sote, Pianeze [Pia-né-ẑe], Strassei, Su Gesia, Dèona
Cibiana è nota soprattutto per i suoi "Murales" e per il suo "Museo nelle Nuvole" (Messner Mountain Museum) ma è anche un centro rinomato di produzione di chiavi.
Oggi a Cibiana esiste una sola fabbrica che eredita in loco la secolare produzione di chiavi (Errebi), ma all'inizio Novecento si contavano in paese oltre 50 botteghe di fabbri.
Il più antico listino commerciale esistente al mondo è quello redatto da Prospero "de Prospero" Bianchi (1847-1925), ed il sistema di catalogazione, oggi in uso in tutti e cinque i continenti, è quello che negli anni Sessanta inventò Camillo Bianchi (1932-1991) (dal libro "Le chiavi dei Bianchi" [di Cibiana] di Claudio Ruggiero - Maggioli Editore - 2013).
Il capostipite dei Bianchi "fabbri di chiavi" è considerato Matteo (1752-1816) e si ritiene che il 1770 sia stato l'anno di fondazione dell'attività dei Bianchi, che continua tuttora a Conegliano attraverso un diretto discendente di Matteo, Massimo Bianchi, fondatore della Keyline S.p.A., attiva nella progettazione e produzione di chiavi e macchine duplicatrici delle stesse, facendo di questa famiglia un caso più unico che raro di longevità imprenditoriale in Italia e nel mondo.
La famiglia Bianchi si imparentò anche a Venas: Prospero "de Prospero" Bianchi sposò infatti Angela Soravia "Capoto" (1856-1908) che gli diede 12 figli (un record nella dinastia dei Bianchi) tra il 1877 e il 1899 con ben 22 anni di differenza tra il primogenito e l'ultima nata (dal libro sopra citato).
Cibiana è stato anche un paese straordinario in campo sportivo. In un recente libro, dal titolo QUEI RAGAZZI NATI SOTTO I "SPIGHE DE ROAN" (Ed. Grafica Sanvitese - 2014), Osvaldo Da Col ricorda con ampiezza di foto e documentazione "un secolo di percorso umano e sportivo a Cibiana".
La pagina 187 del libro citato è dedicata a "GLI ATLETI CIBIANESI CHE SI FREGIANO DEL TITOLO DI AZZURRI D'ITALIA":
- AGOSTINO DE ZORDO -
- BRUNO BIANCHI -
- BRUNO DA COL -
- BRUNO DE ZORDO -
- DINO DE ZORDO -
- DONATO DE ZORDO -
- EUGENIO DE ZORDO -
- NEVIO DE ZORDO -
- DAVIDE DA COL -
- AIDO OLIVOTTI -  
- NILO ZANDANEL -
cibo sm. da magnà
cicala sf. zigala [ẑi-gà-la]
cicatrice sf. secatrize [se-ca-trì-ẑe]
cicciolo sm. friza sf. [frì-ẑa]
ciccione agg. e sm. buzache [bu-ẑà-che], sboldracon [∫bol-dra-cón]
ciclamino sm. ciclamin
ciclista sm. ciclista
cidolo sm. zidol [ẑì-đol] Chiusa artificiale mobile (si poteva alzare e abbassare) per la fluitazione del legname, fatta con robuste traverse di legno e con grossi pali verticali (bordonài), in modo da permettere sempre il passaggio dell'acqua. Quando era abbassata, i tronchi, che erano stati scaricati nel fiume, venivano trattenuti. Essa veniva messa in funzione nelle stagioni di acqua alta (brentane), in primavera e autunno, per le cosiddette "menade". Gli addetti erano chiamati "menadàs", provvisti di un arnese speciale, detto anghiere (andiér, angér, langér), di scarponi con ferri (grìfe), e provenivano quasi tutti da Caralte. Sollevata la chiusa, i tronchi venivano fatti passare per un apposito canale (ròsta), e prima suddivisi e accatastati proprietario per proprietario (ogni tronco era stato contrassegnato mediante il "fer da segnà" con un marchio di riconoscimento individuale detto "marèla"), poi venivano fatti proseguire, o per le vicine segherie a acqua, o per la pianura, con zattere e carovane di zattere, condotte dagli zattieri (ẑatèr). Gli zattieri provenivano in maggioranza da Codissago. Il porto naturale del Cadore era Perarolo. I cidoli erano soggetti a periodiche distruzioni per piene eccezionali. Furono definitivamente demoliti con la costruzione delle dighe di Valle e Sottocastello, nell'immediato dopoguerra, e finirono anche i mestieri degli zattieri e dei menadàs. 
Il cidolo sul Piave a Perarolo in località Sacco da una foto del 1929 circa

Visitare IL MUSEO DEL CIDOLO E DEL LEGNAME a Perarolo
cieco agg. e sm. orbo [òr-bo]
cielo sm. ziel [ẑiél], cel [cél] /- stellato: stelada  sf. [ste-là-đa] /l'é duta na stelada
cifra sf. cifra
ciglia sf. zeva [ẑé-va]
cigolare v.intr., cigolato p.p. zigolà [ẑi-go-là] /la porta zigolea
ciliegia sf. zariesa [ẑa-rié-∫a]
cimentare v.intr. e v.rifl., cimentato p.p. zimentà [ẑi-men-tà] /se zimentà a fei argo /no stà zimentate a dì fora !
cimento sm. zimento [ẑi-mén-to] /tirà a zimento
cimice sf. zimes [ẑì-mes]
cimitero sm. zimitero [ẑi-mi-tè-ro] /Oltrechiusa: porteà [por-te-à]
cima sf. 1) zima [ẑì-ma], ponta [pón-ta] 2) (montagna) spiz sm. [spìẑ], beco sm. [bè-co] 3) (estremità) ciou sm.[ciòu], son sm. [són]
cinciallegra sf. paruzola [pa-rù-ẑo-la] /cincia dal ciuffo: paruzola dal fufo
cingere v.tr. e v.intr. intorcolà, strende p.p. [strén-de], ciapà par la vita
cinema sm. cinema
cinghiale sm. cinghial (pl. cinghiai  [cin-ghiài] )
cinguettare v.intr., cinguettato p.p. (uccelli) ciantà /i auziei taca a ciantà bonora par fresco
cinico agg. cinico
cinghia sf. zentura [ẑen-tù-ra], cinghia
cinquanta agg.num.card. zincuanta [ẑin-cuàn-ta]
cinquantino agg. zincuantin [ẑin-cuan-tìn] /vovo zincuantin
cinque agg.num.card. zinche [ẑìn-che]
cintura sf. zentura [ẑen-tù-ra] /cinturino sm.: zenturin [ẑen-tu-rìn] /son du a cambiame al zenturin de l'arloio
ciò pr.dim. chesto [ché-sto]
ciocca sf. fufo sm. [fù-fo]
cioccolata sf. cicolata [ci-co-là-ta]
ciotola sf. scudela [scu-đè-la]
ciottolato sm. salidà [sa-li-đà] (L.S.I.), saledà [sa-le-đà] /strada di ciottoli: credola sf. [cré-đo-la] (L.S.I.)
cipolla sf. zeola [ẑéo-la]
cipresso sm. zipres [ẑi-près]
cipripedio sm. scarpeta de la Madona
circa av. supodò [su-po-đó], zirca [ẑìr-ca]
circo sm. circo
circolare v.intr., circolato p.p. girà, circolà
circolazione sf. circolazion [cir-co-la-ẑión]
circolo sm. zercol [ẑér-col]
circondare v.tr. e v.rifl., circondato p.p. circondà, intorcolà, contornà
circonferenza sf. circonferenza [cir-con-fe-rèn-ẑa]
circonlocuzione sf. giro de parole
circoscritto agg. limità
circostante agg. dintorno [din-tór-no]
circuire v.tr., circuìto p.p. inzingarà [in-ẑin-ga-rà]
cispa sf. cispa
ciste sf. brognol sm. [brò-gnol], brognola [brò-gno-la]
citare v.tr., citato p.p. menzonà [men-ẑo-nà]
citrullo agg. sempioldo [sem-piòl-do]
città sf. zità [ẑi-tà], cità
cittadino sm. zitadin [ẑi-ta-dìn]
ciuffo sm. fufo
ciuffolotto sm. (Pyrrhula pyrrhula) subioto [su-biò-to]
civetta sf. zuita [ẑuì-ta]
civettare v.intr., civettato p.p. zivetà [ẑi-ve-tà]
clamoroso agg. (notizie) forte
clandestino agg. e sm. clandestin [clan-de-stìn]
classe sf. classe
classificare v.tr. e v.rifl., classificato p.p. classificà
claudicante agg. e sm. iambaula [ian-bàu-la] /Bano iambaula
clausola sf. clausola
clero sm. clero
cliente sm. cliente, aventor [a-ven-tór]
clima sm. tempo
clinica sf. clinica
coabitare v.intr. stà apede [a-pè-đe]
coadiuvante agg. e sm. assistente
coagulare v.tr. e v.rifl., coagulato p.p. peà
coatto agg. par forza [for-ẑa]
cocciuto agg. ostinà
cocuzzolo sm. (monte) cuz [cuẑ]
coda sf. coda [có-đa] /codino sm. codicio [co-đì-cio]
coda cavallina (Equisetum arvense) coda-morsina [có-đa mor-sì-na]
codardo agg. pauros [pau-rós]
codice civile loc.s.m. codis de dirito [cò-đis]
codirosso sm. (Phoenicurus phoenicurus) codaros [co-đa-rós]
codolo sm. codol [cò-đol]
coerente agg. 1) (di materiale) galivo 2) (di comportamento) logico 3) (di discorso) che fila
coetaneo agg. coscrito, del tempo /son del tempo de sò fardel
cogliere v.tr. tuoi [tuói], tuoi su; curà su
coglione agg. e sm. coion [co-ión]
cognato sm. cugnà, cognà
cognizione sf. cognizion [co-gni-ẑión]
cognome sm. nome de famea [fa-méa], cognome
coincidere v.intr. coincide [co-in-cì-đe]
coinvolgere v.tr., coinvolto p.p. tirà inte [ìn-te]
coito sm. ficio [fì-cio], pinciada sf. [pin-cià-đa], guzada sf. [gu-ẑà-đa]
colapasta sm. scolapaste
colare v.tr. e v.intr., colato p.p. colà /(rafforzativo) colà do [đó]
colata di ghiaia loc.s.f. grava sf.
colazione sf. colazion [co-la-ẑión]
colchico sm. maldetesta
colino sm. col [cól]
collaboratore sm. assistente
collare sm. cianaula sf. [cia-nàu-la] (degli ovini (in particolare delle capre), ma anche scherzosamente in senso di onorificenza statale) /cianaula era anche il calibro (cavalletto) dendrometrico (alberi e tronchi) /collare con campana: canpanoto [can-pa-nò-to] (L.S.I.)
collare da traino loc.s. comato sm. [co-mà-to]
collaudare v.tr., collaudato p.p. colaudà [co-lau-đà]
colle sm., collina sf. col sm. [còl] /piccolo colle: colesel [co-le-∫èl] (L.S.I.)
Colle, Bortolo "d'Ignazio" (Venas, 1896-1970) Ufficiale di Posta e proprietario dell'omonimo bar-tabaccheria-edicola-B&B a Venas, attività continuata dai suoi eredi. Fu pioniere del turismo a Venas e amministratore comunale. 
Il figlio maschio di Bortolo, Costantino (Venas, 1927-2009) fu anch'egli per molti anni Ufficiale di Posta a Venas seguendo la tradizione famigliare. Fu poi apprezzato maestro di sci, avendo tra i suoi clienti anche personaggi famosi. Ebbe anche un momento di notorietà quando fu pubblicata la notizia che era stato sorpreso dalla scorta di Papa Giovanni Paolo II, il quale si trovava in vacanza in Cadore, a chiacchierare con il papa, che aveva incontrato casualmente in alta montagna, con grande scorno della scorta stessa che non era riuscita a controllare tutti i sentieri
Colle, Ignazio "de Biral" (Venas, 1812-1874) Patriota risorgimentale, è ricordato con una lapide di marmo posta (nell'anno 1934) sulla facciata della sua casa natale in località Piazza, che recita:
IGNAZIO COLLE
SACERDOTE DI CRISTO - SOLDATO D'ITALIA
CAPPELLANO DEI LEGIONARI DELLE ALPI A VENEZIA
AMICO DI CALVI, DI MANIN, DI TALAMINI,
DUE VOLTE PRIGIONIERO DELL'AUSTRIA
DECORATO DELLE MEDAGLIE DELLE GUERRE PER L'INDIPENDENZA
TRA QUESTE MURA
NACQUE IL XXIX-IX-MDCCCXII E MORI' IL XII-VI-MDCCCLXXIV
QUI E SEMPRE ASSERTORE DELL'AMORE DI PATRIA
LUCE E FIAMMA DELLA GIOVENTU' ITALICA
DALLA INSURREZIONE DEL MDCCCXLVIII
ALLA VITTORIA DI VITTORIO VENETO
AI TRIONFI DEI FASCI LITTORI
Era figlio di Fulgenzio (Venas, 1783-1871) e di Giovanna Dall'Asta "de Gnes" (Venas, 1783-1854). L'abate Ignazio Colle, come veniva chiamato, fu ordinato sacerdote a Udine nel 1834. Nel 1848 prese parte attiva alla resistenza cadorina contro l'Austria. Nel 1851 fu fatto prigioniero dagli austriaci e subì un lungo processo a Udine. Liberato, nel 1862 fu arrestato nuovamente e scontò altri lunghi mesi di carcere a Udine. Rimesso nuovamente in libertà, continuò ad arruolare giovani all'esercito piemontese, spendendo tutto il suo patrimonio. L'abate Colle ricoprì incarichi ecclesiastici fino al 1848, e fu cappellano dei Legionari delle Alpi a Venezia. Si ricorda anche che fu segretario di don Natale Talamini (Selva, 1808-1876), quando questi fu eletto primo deputato del Cadore al Parlamento di Firenze dopo l’annessione del Veneto all’Italia (1866). Morì nel 1874, povero e pieno di debiti, e dopo la sua morte i suoi beni furono messi all'asta. Fu esperto di arte medica, curando ammalati e feriti, sempre gratuitamente. Recentemente gli è stata intitolata la Piazzetta che si trova davanti alla Chiesa Parrocchiale, in via Roma a Venas.

IMMAGINE DELL'ABATE IGNAZIO COLLE IN CATENE
(da Collezione Privata)

Sul retro del quadro suddetto si trova incollato un foglio, senza data, ma certamente posteriore al 1933, con la storia della MANSIONERIA DELLA B.V. ANNUNZIATA DI VENAS. Da detto foglio estraggo le seguenti informazioni aggiuntive sull'abate:
Pre Ignazio Colle [chiamato anche "abate I.C." come si usò il secolo scorso per sacerdoti che, come il Nostro, si distinguevano per meriti culturali] era nipote di pre Liberal da parte del padre Fulgenzio, fratello appunto di pre Liberal …… 
......poiché era dotato di non comune intelligenza fu consacrato sacerdote a soli 22 anni nel 1834. Fino al 1848 esercitò con zelo il ministero a Domegge, Perarolo e Dosoledo.
Nel 1848, scrive pre Battista Genova nel suo necrologio, "l'abate Ignazio, che era amantissimo della patria indipendenza, cooperò a conquistarla, dapprima in Cadore, poscia a Venezia, dove fu cappellano dei volontari cadorini, che combatterono per la difesa della città. Dopo la resa di Venezia l'abate, a causa della sua partecipazione al moti del 1848, soffrì da parte dell'Austria molte vessazioni e perfino il carcere; gli fu vietato anche di esercitare il ministero sacerdotale. Nel 1870, cambiata la situazione politica, venne eletto alla mansioneria. Morì l'11 giugno 1874 a 61 anni con grande rammarico degli amici e rimpianto di tutta la popolazione di Venas. Nel 1933 all' ABATE IGNAZIO COLLE venne intitolato il nuovo edificio della Scuola elementare di Venas."
DECRETO DI MEDAGLIA COMMEMORATIVA ALL'ABATE IGNAZIO COLLE 
(da Collezione Privata)

Don Natale Talamini, sopra menzionato, sacerdote, poeta, patriota, primo deputato del Cadore a Firenze, scrisse nel 1866 il seguente sonetto in onore di Fulgenzio Colle, padre dell'abate Ignazio (dalla raccolta e presentazione di Antonio Ronzon):
A FULGENZIO COLLE  
OTTUAGENARIO E CIECO.
1866.
   A questo sonetto trovo nei manoscritti la data 25 aprile 1866; e allora il Colle, nato a Venàs il 29 agosto 1783, aveva 83 anni. Fu uno dei gloriosi combattenti alla Chiusa di Venàs nei giorni 9, 10 e 28 maggio 1848. Per ben tre volte si portò alla Chiusa armato di fucile anche suo fratello don Liberale, che nato nel 1767 aveva nel 1848, 82 anni. E anche l'abate Ignazio Colle figlio di Fulgenzio, fu in quell'anno memorando degno del padre e dello zio.
   Il nostro poeta cedendo la parola al venerando vegliardo nella ricorrenza del giorno di san Marco, lo fa evocare le gloriose memorie di quella Repubblica di cui aveva assistito al tramonto, e ricongiungerle alle aspirazioni dell'Italia presente. E' una bella ipotiposi d'un vecchio patriotta dell'Alpi che gli estremi palpiti, l'estrema energia della cadente età, consacra alla patria, al cui nome gli par di ringiovanire.

"San Marco! o nome, onde commossa oscilla
Ogni fibra, il sospir della mia vita;
San Marco, o nome! ancor la gloria avita
L'idolo è d'ogni cor, dall'Alpi a Scilla!

Son cieco e il sol d'Italia a me non brilla;
Ma più mi duol la libertà tradita;
E solo allor che sarà Italia unita
Contento chiuderò la mia pupilla.

Ma l'alba spunta; già il cannone io sento;
Portatemi alla Chiusa: alfine il core
Tutto s'inebbria a quel divin concento.

Viva San Marco! Italia il suo Vangelo
Prenda per legge e del Leon l'ardore;  
Allora è grande e la protegge il cielo.
_______________
V. 10. Alla Chiusa. E' una piccola termopile cadorina nella valle del Boite, poco oltre Venàs, che ha una pagina bella nella storia del Cadore, anche anteriore al 48.  
collegare v.tr., collegato p.p. colegà
collegio sm. coleio [co-lè-io]
collera sf. furia, fun sm.
collettivo agg. de dute [đù-te], comun [co-mùn]
collina sf. colina
collo sm. col [còl]
collocare v.tr. bete [bé-te]
colloquio sm. discussion [di-scus-sión], ciacola sf. [cià-co-la]
colmo agg. pien [pién]
colombo sm. colombo
colonna sf. colonda [co-lón-da] (R.P.), colona [co-lò-na]
colonnato sm. colonada sf. [co-lo-nà-đa]
colonel sm. [co-lo-nèl] (oggi: assegnazione annua di legnatico)
colorato agg. colorà, da color [co-lór] /panni colorati: roba da color
colore sm. color [co-lór]
colosso sm. colos [co-lòs]
colostro sm. iussa sf. [iùs-sa]
colpa sf. colpa
colpevole agg. e sm. condanà
colpire v.tr.e v.intr. 1) (percosse) petà, bate, patufà, dà do 2) (centrare)  ciapà 3) (gioco delle biglie) s-cecà [s'ce-cà]
colpo sm. 1) colpo, paca sf., tunfa sf., papina sf. [pa-pì-na], stoza sf. [stò-ẑa], tega sf. [té-ga] 2) straleca sf. [stra-lè-ca], scopola sf. [scò-po-la], salatada sf. [sa-la-tà-đa] /no 'l bate colpo: non fa niente (di buono)
coltello sm. cortel [cor-tèl]
coltellata sf. cortelada [cor-te-là-đa]
coltivare v.tr., coltivato p.p. coltivà
coltivazione sf. coltivazion [col-ti-va-ẑión]
colto agg. istruì
coltura sf. coltivazion [col-ti-va-ẑión] /estensione di - per 1/4 di giornata di lavoro (arc.): solveraria [sol-ve-ra-rìa] /la stessa per 1/2 giornata: disnaria [di-sna-rìa]; la stessa per 3/4 di giornata: marendaria [ma-ren-da-rìa]
colui pr.dim.m.sing. chel là [chél]
comandare v.tr., comandato p.p. comandà
combattere v.tr. conbate [con-bà-te] /combattuto p.p. conbatù
combattente agg. e sm. conbatente
combinare v.tr. conbinà; fei a la meo
combustibile sm. (roba) da brusà [bru-∫à]
come av. uso [u∫o], come
comeliano agg. e sm. comelean [co-me-le-àn]
Comelico Superiore Comelego Superior /(in comeliano) Cumelgu d Sora /Frazioni: Ciandìdi, S'ciamazégn, Dudlè, Padla
cominciare v.tr., cominciato p.p. scominzià [sco-min-ẑià], tacà
comitatus Catubriae Nel decreto dell'anno 974 dell'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone II° viene citato un "comitatu(s) Catubriae" (Vedi alla voce Cadore). Anche se mancano dati storici della contea cadorina, si sa che in tale epoca le circoscrizioni amministrate da ciascun comes (conte) avevano nome di comitatus (contea); alle frontiere invece gruppi di contee venivano riunite sotto il nome di "marca", e affidate a un - con parola germanica - Markgraf, ("margravio", "marchese"). Famosa fu la Marca Trevigiana.
comizio sm. comizio [co-mì-ẑio]
commedia sf. comedia [co-mè-đia]
commediante agg. comediante [co-me-điàn-te]
commendatore sm. comendator [co-men-da-tór]
commentare v.tr. comentà, dì la soa [sóa]
commerciante sm. comerziante [co-mer-ẑiàn-te], marcante
commercio sm. comerzio [co-mèr-ẑio]
commessa sf. comessa
commettitura sf. comessura
commiserare v.tr. e v.rifl., commiserato p.p. comiserà
commissione sf. comission [co-mis-sión]; sarvise sm. [sar-vì-∫e] /fei an sarvise
commuovere v.tr. e v.rifl. moe a le lagreme [móe, là-gre-me], comuove [co-muó-ve] /se ingramezà [in-gra-me-ẑà], se ingropà /commosso p.p.  comovesto, ingramezà, ingropà
comodino sm. (letto) lateral [la-te-ràl] pl. laterai  [la-te-rài]
comodo agg. comodo [cò-mo-đo] /comodo, sior ! = espressione di rimprovero verso una persona che si comporta maleducatamente
compaesano sm. conpaesan [con-pae-∫àn]
compagnia sf. conpagnia /"Par la conpagnia s'a maridà an frate"
companatico sm. conpanasego [con-pa-nà-∫e-go]
comparare v.tr., comparato p.p. confrontà
compare sm. conpare
comparire v.intr. conparì, se fei vede [fèi vé-đe]
compartimentale agg. conpartimental [con-par-ti-men-tàl]
compassione sm. conpassion [con-pas-sión] /che Dio abbia compassione: che 'l Signor varde do
compasso sm. conpas [con-pàs]
compatire v.tr., compatito p.p. conpatì
compatriota sm. conpatriota, paes
compattare v.tr. e v.rifl., compattato p.p. conpatà, fracià
compattezza sf. conpateza [con-pa-té-ẑa]
compatto agg. duro, ben fracià
compensare v.tr., compensato p.p. conpensà
compera sf. acuisto sm.
comperare v.tr., comperato p.p. conprà
competere v.intr. conpete [con-pè-te]
competizione sf. conpetizion [con-pe-ti-ẑión]
compiacere v.tr. cenì in bon [bón]
compiacimento sm. sodisfazion sf. [so-di-sfa-ẑión]
compiangere v.tr. conpiande [con-piàn-de] /compianto p.p. conpiandù
compiere v.tr., compiuto p.p. conpì /conpì i ane: compleanno
compilare v.tr. conpilà, scrive do [đó]
compito sm. 1) dover [do-vér] 2) (scuola) lezion sf. [le-ẑión] /fare i compiti: fei le lezion
compleanno sm. conpì i ane, conplean /buon compleanno: bon conplean
complesso sm. 1) l'insieme 2) gran industria 3) (psicanalisi) complesso
complesso agg. conplicà
completare v.tr., completato p.p. conpletà, finì
completamente av. del duto [dù-to], patoco [pa-tò-co]
complicare v.tr. e v.rifl., complicato p.p. conplicà
complimento sm. conplimento
complimentoso agg. conplimentos [con-pli-men-tós]
complotto sm. conploto
comportamento sm. far /l'a 'n bel far
comportare v.tr. e v.rifl. 1) inplicà 2)  se conportà, se portà
comprare v.tr., comprato p.p. conprà
compositore sm. conpositor [con-po-∫i-tór]
comprendere v.tr. 1) capì, conprende 2) ciapà inte, include [in-clù-đe]
compressa sf. pirola [pì-ro-la], pastiglia
compressione sf. incalcada [in-cal-cà-đa], fraciada [fra-cià-đa], strendesta [stren-dé-sta]
comprimere v.tr. strende [strén-de], fracià
compromesso agg. e sm. conpromes [con-pro-més]
comunale agg. comunal, de comun
comune agg. 1) comun 2) ordenario [or-đe-nà-rio]
comune sm. comun /al Comun de Val /"Chi serve Comun no serve nissun"
comunella sf. comunela /fei comunela
comunicare v.tr. comunicà, fei savé [fèi] /comunicato p.p. comunicà, fato savé
comunione sf. comunion [co-mu-nión]
comunismo sm. comunismo
con prep. co, cu, con
concedere v.tr., concesso p.p. molà
concepire v.tr., concepito p.p. concepì
concessione sf. concession [con-ces-sión]
concetto sm. idea sf. [i-đèa]
conciare v.tr., conciato p.p. conzà [con-ẑà]
conciliare v.tr. e intr. concilià, bete d'acordo [bé-te, a-còr-đo]
concime sm. grassa sf. [Oltrechiusa: cotura [co-tù-ra]; Lozzo: coltura [col-tù-ra]
conciso agg. curto
concludere v.intr. supì (G.D.C.), conclude [con-clù-đe]
conclusione sf. conclusion
concordare v.tr., concordato p.p. concordà, stabilì
concreto agg. real [re-àl]
condannare v.tr., condannato p.p. condanà
condensa sf. condensa, fiador sm. [fia-đór]
condire v.tr., condito p.p. conzà [con-ẑà], condì
condimento sm. conzier [con-ẑiér]
condotta sf. condota /- in legno: salota [sa-lò-ta] /- per esboscare: risina [rì-si-na]
condonare v.tr., condonato p.p. condonà
conducente sm. condusente [con-du-∫èn-te], sofer [so-fèr]
condurre v.tr., condotto p.p. 1) menà 2) parà
conduttura sf. canon sm. [ca-nón]
confessare v.tr. e v.rifl., confessato p.p. confessà
confabulare v.intr., confabulato p.p. confabulà
confederazione sf. confederazion [con-fe-de-ra-ẑión] /la Confederazion Svizera
conferenza sf. conferenza [con-fe-rèn-ẑa]
conferire v.tr. e v.intr. 1) (v.intr.) parlà, descute [de-scù-te] 2) (v.tr.) portà /conferire il latte: portà al late /
confermare v.tr., confermato p.p. confermà
confetto sm. confeto
confezione sf. confezion [con-fe-ẑión]
conficcare v.tr. e v.rifl., conficcato p.p. ficià inte, fracià inte, inpiantà
confidare v.tr. e v.intr. e v.rifl. confidà [con-fi-đà], fei na confidenza [fèi, con-fi-đèn-ẑa]
confidenziale agg. in confidenza [con-fi-đèn-ẑa]
configurare v.tr., configurato p.p. delineà
confinare v.intr., confinato p.p. confinà
confine sm. confin
confiscare v.tr., confiscato p.p. confiscà
confluenza sf. confluenza [con-flu-èn-ẑa]
confluire v.tr. e v.intr. se unì v.rifl.
confondere v.tr. e v.rifl. confonde /confuso p.p. confondù (confondesto)
conformazione sf. conformazion [con-for-ma-ẑión]
confortare v.tr., confortato p.p. consolà, confortà
confrontare v.tr. e v.rifl., confrontato p.p. confrontà
confusione sf. confusion [con-fu-∫ión], maona [ma-ó-na], sanfasson sm. [san-fas-són], dest-riga sm. [dèst ri-ga]
confuso (vedi confondere) agg. /(pers.) confusionà [con-fu-∫io-nà]
congedare v.tr. e v.rifl., congedato p.p. mandà via; mandà in congedo /se congedà
congegnare v.tr., congegnato p.p. congegnà, inventà
congelare v.intr. e v.rifl., congelato p.p. iazà [ia-ẑà]
congestione sm. 1) ingorgo 2) inbugamento
congetturare v.tr. e v.intr. presupone [pre-∫u-pò-ne]
congiungere v.tr. e v.rifl. tacà, unì, bete apede [bé-te a-pèđe]
congiunzione sf. union [u-nión]; leadura [lea-đù-ra]
congiurare v.intr., congiurato p.p. conplotà
conglobare v.tr. inglobà, include [in-clù-đe]
congratularsi v.rifl., congratulato p.p. se reconsolà (G.D.C.), se congratulà
congruo agg. adato [a-đà-to], conveniente
coniare v.tr. conià, bate /coniato p.p. conià, batù
coniglio sm. conicio [co-nì-cio]
coniugare v.tr. e v.rifl., coniugato p.p.  sposà [spo-∫à], maridà [ma-ri-đà]
connettere v.tr. e v.rifl., connesso p.p. tacà inte
conoscere v.tr. e v.rifl. cognosse [co-gnós-se] /conosciuto p.p. cognossù
conquistare v.tr., conquistato p.p. concuistà
consacrare v.tr., consacrato p.p. consacrà
consecutivo agg. un drio chel autro [chél]
conseguire v.tr. otegnì /conseguito p.p. otegnù
consentire v.tr., consentito p.p. lassà
conservare v.tr. e v.rifl. mancenì, conservà /conservato p.p. mancenù, conservà
conservatore agg. e sm. (politica) conservator
considerare v.tr., considerato p.p. considerà [con-si-đe-rà], stimà
considerazione sf. considerazion [con-si-de-ra-ẑión]
consigliare v.tr., consigliato p.p. consilià, avisà
consigliere sm. consilier
consiglio sm. consilio, aviso
consolare v.tr. e v.rifl., consolato p.p. consolà
consolidare v.tr., consolidato p.p. consolidà [con-so-li-đà]
consortile agg. consortivo
consorzio sm. consorzio [con-sòr-ẑio]
consuetudine sf. abitudin [a-bi-tù-đin]
consultare v.tr. e v.rifl. sentì, consultà /consultato p.p. sentù, consultà
consumare v.tr. e v.rifl., consumato p.p. consumà; fruà
consumato (vedi consumare) agg. /(vestiti) lesin [lé-∫in]
consumo sm. fruo
contabile sm. scrivante, chel che cen i conte [chél, cén, cón-te], contabil
contabile agg. de conto, contabil
contadino sm. contadin [con-ta-đìn] /- benestante: bacan [ba-càn]
contare v.tr. e v.intr., contato p.p. contà
contatore sm. contator
contattare v.tr. contatà, se bete in contato loc.v.rifl.
contemplare v.tr., contemplato p.p. contenplà
contemporaneamente av. inte 'l stesso momento
contendere v.tr. e v.rifl., conteso p.p. contestà
contentare v.tr.e v.rifl., contentato p.p. incontentà
contesa sf. contrasto sm., bega [bé-ga]
contestare v.tr. e v.intr., contestato p.p. contestà, sconfì, dà contra [còn-tra]
contestatore agg. e sm. criticon [cri-ti-cón], bastian contrario; senestro [se-nè-stro]
contiguo agg. vesin [ve-∫ìn], tacà
continuamente av. (di seguito) drioman [drio-màn], de continuo, in continuazion [con-ti-nua-ẑión]
continuare v.tr. e v.intr. tirà dreto [dré-to], seguità, dì inavante, dì drioman, proseguì, insiste, durà
conto sm. calcol [càl-col], (pl. calcui), conto
contorto agg. 1) storto, intorcolà 2) (legno) invergolà, svergolà, inberlà
contrabbando sm. contrabando
contraccolpo sm. incalcada sf. [in-cal-cà-đa], rebatuda sf. [re-ba-tù-đa]
contraffare v.tr. contrafei [con-tra-fèi], falsificà /contraffatto p.p. contrafato, falsificà
contrapposto agg. contrario
contrariare v.tr., contrariato p.p. contrarià
contrario agg. e sm. roves [ro-vès], contrario /al -: a l'incontrario
contrastare v.tr., contrastato p.p. ostacolà
contrasto sm. crica sf., urto
contratto sm. contrato
contribuire v.intr., contribuito p.p. contribuì, sovenì
contrito agg. pentì
contro prep. e av. contra [còn-tra]
controllare v.tr., controllato p.p. controlà
controllo sm. control [con-tròl] (pl. controi [con-tròi] ) /l'é duto sote control
contromano sm. controman [con-tro-màn]
controproducente agg. controindicà
contrordine sm. contrordin [con-trór-đin]
contusione sf. bota [bò-ta]
convegno sm. congres [con-grès], conferenza sf. [con-fe-rèn-ẑa]
convenevoli sm.pl. mignignole mignognole loc.s.f.pl. [mi-gnì-gno-le mi-gnò-gno-le] (di solito pronunciato insieme)
convenire v.intr. convegnì /convenuto p.p. convegnù
conversare v.intr., conversato p.p. ciacolà
convertire v.tr. e v.rifl., convertito p.p. convertì
convincere v.tr. e v.rifl.. convinze [con-vìn-ẑe]
convivere v.intr. convive, stà insieme
convocare v.tr., convocato p.p. convocà
convulsione sf. convulsion [con-vul-sión]
cooperativa sf. coprativa
coordinare v.tr. e v.rifl., coordinato p.p. regolà, organidà [or-ga-ni-đà]
coperchio sm. cuercio [cuèr-cio]
coperta sf. cuerta [cuèr-ta]
copiare v.tr., copiato p.p. copià
coppa sf. 1) copa [cò-pa] 2) ciopa [ció-pa]
coppia sf. cubia [cù-bia]
copriletto sm. cuertor [cuer-tór]
coprire v.tr. 1) scuerde [scuèr-đe] 2) ocupà /coperto p.p. scuerto, ocupà
coraggio sm. coraio [co-rà-io]; (fegato) coradela sf. [co-ra-đè-la]
coraggioso agg. e sm. coraios [co-ra-iós], braon [bra-ón] /vuol fare il coraggioso: al vó fei al braon
corallo sm. coral
Corano sm. Coran
corata sf. (cuore, polmoni, fegato e milza di animali macellati) coradela [co-ra-đè-la] /coradela si usava anche per indicare l'organismo umano, es.: "te te tire su la coradela", e in senso figurato per significare fegato, coraggio, es.: "no avé né cuor né coradela"
corbelleria sf. monada [mo-nà-đa]
corbezzolo sm. spiner [spi-nèr]
cordiale agg. cordiàl [cor-điàl], afetuos [a-fe-tuós]
cordoglio sm. despiazer [de-spia-ẑér], dolor [do-lór]
coricarsi v.rifl. 1) se bucià do [đó] 2) dì a dormì loc.v.intr. /coricato p.p. bucià do, du a dormì
cormorano sm. cormoran
cornata sf. scornada [scor-nà-đa]
cornice sf. cornis [cor-nìs], soada [so-à-đa]
cornicione sm. cornison [cor-ni-∫ón]
corniolo sm. cornola [còr-no-la] sf. /albero: cornoler [cor-no-lèr]
coro sm. coro
corona di fiori (nei funerali) doia [dò-ia] sf., ghirlanda sf.
corporatura sf. corporadura [cor-po-ra-đù-ra]
corpulento agg. e sm. /uomo corpulento: omenon [o-me-nón] /donna corpulenta: femenon sm. [fe-me-nón] /è una donna corpulenta: la é an femenon
corredo sm. coredo [co-ré-đo] /feisse al coredo
correggia sf. coreia [co-ré-ia]
correre v.intr. core [có-re] /corso p.p. corù, coresto [co-ré-sto]
corriere sm. corier [co-riér]
corrispondere v.intr. coresponde /corrisposto p.p. corespondù
corrodere v.tr., corroso p.p. magnà fora [fò-ra]
corrompere v.tr. corompe /corrotto p.p. coroto
corsa sf. coresta [co-ré-sta]
corteccia sf. scorza [scòr-ẑa]
corteggiare v.tr., corteggiato p.p. stà drio loc.v.intr.
corteo sm. procession sf. [pro-ces-sión]
cortese agg. grazios [gra-ẑiós]
cortesia sf. grazia [grà-ẑia]
cortile sm. cortil [cor-tìl] [Perarolo: cortigol [cor-tì-gol] ] /(var.) cortà, cortivo [cor-tì-vo]
Cortina d'Ampezzo Cortina /alcune Frazioni: Agabona, Alverà, Bigontina, Cademai, Ciadin, Ciampo, Ciamulera, Ciave, Cianderies, Coiana, Col, Crignes, Fiames, Fraina, Gilardon, Grava, Lacedel, Manaigo, Maion, Pian da Lago, Pocol, Ronco, Salieto, Socol, Staulin, Val, Verocai, Zuel (per la località di Ospedal, vedi alla voce: Ospitale di Cadore) /inte una de le ultime ote che son dù a Cortina son restà come 'n stival a vede che deboto dute le vile i le a ciamade "Cà", gnanca che le fusse sul Canal Gran de Veneẑia. Co 'l nome "Ciasa" s'in vede carca rara una.
corto agg. curto
corvo sm. crò
cosa sf. 1) che, cossa [còs-sa] 2) roba [rò-ba] /che cos'è ?: che roba elo ?
coscia sf. galon sm. [ga-lón]
coscritto agg. e sm. coscrito
così av. cossita [cos-sì-ta], cossì
cosiddetto agg. cossidito [cos-si-đì-to]
cospicuo agg. gran
costare v.intr. costà, ienì /cuanto ienelo sto pèr de braghe ? /costato p.p. costà, ienù
costipazione sf.  [co-sti-pa-ẑión] costipazion
costole sf.pl. coste [cò-ste]
costoletta sf. costesina [co-ste-∫ì-na]
costoso agg. ciaro /l'afito l'é 'n grun ciaro
costringere v.tr. costrende [co-strén-de], obligà
costruire v.tr. fei su [fèi], costruì /costruito p.p. fato su, costruì
costruzione sf. costruzion [co-stru-ẑión] (invar.) /l'e doi bele costruzion
costui pron.dim.m.sing. chesto cà [ché-sto], sto cà
costumare v.tr. e v.intr., costumato p.p. costumà
costumato agg. (vedi costumare) /(pers.) ben educà [bén], tirà su polito [po-lì-to]
costume sm. usanza sf. [u-∫àn-ẑa]
cote sf. cuode [cuó-đe] /fodero della -: codei  [co-đèi] sm.
cotenna sf. scorzeto sm. [scor-ẑé-to]
cotogno sm. codogno [co-đò-gno]
cotonata sf. bombasina [bom-ba-∫ì-na]
cotone sm. bombas [bom-bàs], bombaso [bon-bà-∫o], coton
cotorno sm. ‪(Alectoris graeca‬) (coturnice) cator [ca-tór]
cottimo sm. cotimo /laurà a cotimo
cotto agg. cuoto [cuó-to]
covare v.tr. e v,intr., covato p.p. coà
covone sm. fiola sf. [fiò-la], meda sf. [mé-đa], medena sf. [me-đé-na], cogol [có-gol] (pl. cogui [có-gui] ), cogoluto [co-go-lù-to]
cozzare v.intr. sbate, bate inte /cozzato p.p. sbatù, (sbatesto), batù inte
crampo sm. sgranfo [∫gràn-fo]
cranio sm. cranio, testa
crapulare v.intr. fraià
craterella sf. (Craterellus cornucopioides) scudeleta [scu-đe-lé-ta]
cravatta sf. cravata
cravattino sm. croatin [cro-a-tìn], cravatin [cra-va-tìn] /te ciapo par al croatin
creare v.tr., creato p.p. creà
credenza sf. cardenza [car-đèn-ẑa], cardenzon sm. [car-đèn-ẑón]
credere v.intr. crede [cré-đe] /far -: dà da intende [in-tèn-de]
creditore sm. creditor [cre-đi-tór]
cremare v.tr., cremato p.p. brusà [bru-∫à], cremà
crepaccio sm. crepo [cré-po], crepa sf. [cré-pa], busa sf. [bù-∫a]
crepare v.intr. 1) (morire) crepà 2) (far crepe) crepà, crecà, sfende [sfén-de, sfèn-de]
crepitare v.intr. s-ciochetà [s'cio-che-tà]
crepuscolo sm. inbrunì /al crepuscolo: su l'inbrunì
crescere v.intr. cresse [crés-se] /cresciuto p.p. cressù, (cressesto)
crescione sm. cresson [cres-són]
cresima sf. cresema /padrino della -: santol (pl. santui) /ciambelle (tipiche della -): buzolai [bu-ẑo-lài] /"Chi che a santui, a anca buzolai"
cresimare v.tr., cresimato p.p. caresemà [ca-re-∫e-mà], cresemà [cre-∫e-mà]
crespa sf. (grinza) grespa [gré-spa]
crespo agg. grespo [gré-spo]
crespatura sf. ingrespadura [in-gre-spa-đù-ra]
crespino sm. scarpin [scar-pìn]
creta sf. leda [lé-đa], creda [cré-đa] [Perarolo: cleda]
cretino agg. sempio [sèm-pio]
criminale agg. e sm. criminal [cri-mi-nàl]
criniera sf. crigna
cristiano agg. e sm. cristian [cri-stiàn]
criticone agg. e sm. criticon [cri-ti-cón], besegon [be-∫e-gón], bastian contrario [ba-stiàn]
crivello sm. (setaccio) crivel [cri-vèl], tamis [ta-mìs]
crocchia sf. (capelli) cocon sm. [co-cón]
croce sf. cros [crós] /"No se puó ciantà e portà la cros"
crocefisso sm. crozefis [cro-ẑe-fìs]
crocetta sf. crosetola [cro-∫é-to-la]
crociere sm.(‪Loxia curvirostra‬) becastorto [bè-ca-stòr-to] /(var.) crosnobel [cros-nò-bel]
crollare v.tr. e intr., crollato p.p.  sboà [∫bo-à], desboà [de-∫bo-à]
cromo sm. cromo
cronico agg. cronico /debito cronico
crosta sf. crasta, crosta /- di neve gelata: todol [tò-đol] sm.
crostolo sm. (tipo di dolce chiamato al pl. chiacchiere) crostol [cró-stol] (pl. crostui [cró-stui] )
crucciare v.tr. e v.rifl., crucciato p.p. cruzià [cru-ẑià]
crudo agg. crù
crusca sf. senbola [sén-bo-la]
cubatura sf. cubadura [cu-ba-đù-ra] /calcolare la -: cubà
cuccagna sf. cucagna, vignola [vi-gnò-la]
cuccuma sf. cogoma [có-go-ma]
cucchiaio sm. cuciaro [cu-cià-ro]; cucchiaino cuciarin [cu-cia-rìn]
cuccia sf. cuza [cù-ẑa]
cucina sf. (locale) cusina [cu-∫ì-na], cosina [co-∫ì-na] /(cucinotta, e anche piccola costruzione a fianco dei fienili di montagna) cosineta [co-∫i-né-ta] /(cucina economica) spoler sm. [spo-lèr]
cucinare v.tr. e v.intr. fei da magnà [fèi], cosinà [co-∫i-nà] /cucinato p.p. fato da magnà, cosinà /che as-to fato incuoi da magnà ?
cucire v.tr., cucito p.p. cusì [cu-∫ì], così [co-∫ì]
cucitura sf. cosidura [co-∫i-đù-ra], gasio sm. [gà-∫io], gaso sm. [gà-∫o] /- fatta alla buona: castron sm. [ca-strón]
cuculo sm. cuco
cuffia sf. scufia [scù-fia]
cugino sm. darman [đar-màn], cujin [cu-jìn]
cognato sm. cugnà, cognà
cui pr.rel.inv. (de) chel, onde [òn-de]
culbianco sm. (Oenanthe oenanthe) pavarin gran
culla sf. cuna
culmine sm. 1) colmin sf. [cól-min] /la colmin del cuerto 2) furio [fù-rio] /al furio de la tempesta
culturale agg. cultural [cul-tu-ràl]
culo sm.
cullare v.tr., cullato p.p. ninolà
cumino sm. ciarié [cia-rié]
cumulativo agg. somà apede [a-pè-đe]
cuneo sm. coin [có-in]
cunicolo sm. budel [bu-đèl], tunel [tù-nel], galaria sf. [ga-la-rìa]
cuoco sm. cogo [có-go]
cuocere v.tr. cuose [cuó-∫e] /cotto p.p. cuoto [cuó-to]
cuoio sm. corame [co-rà-me] /striscia di -: coramela  sf. [co-ra-mè-la]
cuore sm. cuor [cuór] ; cuoricino cuoresin [cuo-re-∫ìn]
curare v.tr., curato p.p. curà /accudire le persone: rencurà, parcurà
curioso agg. curios [cu-riós]
curva sf. 1) curva 2) voltada [vol-tà-đa], svoltada [svol-tà-đa] 3) schivandela [schi-van-dè-la]
cuscino sm. cossin [cos-sìn], cussin [cus-sìn]
custodire v.tr., custodito p.p. custodì [cu-sto-đì], costudì [co-stu-đì]


D


d Il suono della lettera d è generalmente simile all'italiano, es. mandà = mandare, ma spesso di differenzia, es. ride = ridere, dove assume il suono dell'inglese th di father, e viene reso, nel presente glossario, da đ. A seguito della progressiva introduzione della Grafia Ladina Unitaria, la đ non sarà più rappresentata nel lemma, sostituita da d, ma successivamente tra parentesi quadre, come pronuncia. A volte, in dialetto, si usano ambedue i suoni, es. dì = andare si pronuncia sia dì che đì. Nella scrittura corrente, la d verrà comunque sempre rappresentata da d
d' improvviso loc.av. de colpo
da nessuna parte loc.av. aniò [a-nió]
da qui loc.av. da cà /da qui a una settimana: da cà de na stemana
da un pezzo loc.av. d'an toco [tò-co]
dabbasso av. do dal pié
dabbene agg.inv. polito [po-lì-to] /è un uomo dabbene: l'é an òn polito
Da Corte, Albino "Zucheta" (Venas, 1939-1971) Era di Suppiane, appassionato sportivo. Morì il 6 febbraio 1971 durante la prova di una gara di slittino a Venas, quando si schiantò contro un albero. La sua morte fu istantanea.
daccapo av. dacapo
dado sm. dado [dà-đo]
Dal Mas, Francesco (Vittorio Veneto, 1911-Venas, 1978) Sposò in Francia nel 1939 Irma Dall'Asta "Violin", e dopo la guerra aprì a Venas in via In Col una falegnameria. Ebbe un momento di notorietà quando apparve sui giornali la notizia che, assieme ad altri compagni di prigionia sotto gli americani in Algeria, citò in giudizio il governo italiano per essersi incamerato, senza corrisponderli, gli indennizzi pagati dagli USA per il lavoro svolto per gli americani; lascio ai lettori immaginare l'esito del processo. Dal Mas era stato fatto prigioniero dopo che la nave militare italiana che lo trasportava in Nord Africa fu affondata dagli anglo-americani, che poi lo recuperarono in mare.

Dall'Asta, Aldo "Marzer" (Venas, 1935-2015) Persona dotata di ampi interessi, a parte l'attività di gelatiere che svolse per molti anni, prima a Heidelberg e poi a Ludwigshafen. Era studioso dell'ebraico medioevale, compilava anche delle bellissime pergamene di brani della Bibbia ebraica. Era esperto di erbe officinali, aveva redatto diversi volumi (non pubblicati) sull'uso delle varie erbe e con proprie illustrazioni a mano.
Dall'Asta, Ernesto "Baioco" (Venas, 8/4/1901 - Lima, 20/10/1964) Inventore. Autodidatta, sviluppò vari brevetti, lasciatimi, quale unico nipote, in (anche se solo simbolica) eredità, di cui riporto i seguenti:
Apparatus for lifting or propelling aircraft
Air Girandole equipped with mechanical sustainers
In data 23 aprile 2013 il giornalista peruviano David Hidalgo ha rievocato sul suo blog la triste storia delle difficoltà opposte all'epoca a Ernesto Dall'Asta dalla burocrazia peruviana per la concessione del primo brevetto, che venne poi concesso negli Stati Uniti:
http://www.fronterad.com/?q=bitacoras/davidhidalgo/hombre-que-reinvento-avion-o-batalla-contra-burocratas
Articolo che ho tradotto in italiano e pubblicato qui:
http://blog-cadorin-books-pietrosoravia.blogspot.it/2013/08/luomo-che-ha-reinvento-laereo-o-una.html
(fare click sull'immagine per ingrandire)
Quadretto ricordo ("Balsa sul lago Titicaca") inviato verso il 1930 da Ernesto Dall'Asta alla famiglia. Balsa è l'imbarcazione tipica del lago Titicaca, costruita intrecciando canne di una pianta chiamata "totora": 
Dall'Asta, Francesco "Capotono" (Venas, 1891-1977) Falegname con laboratorio in via Lasta, poi gestito assieme al figlio Aldo (Venas, 1921-Ospitale, 1980). Aldo fu anche consigliere comunale e co-fondatore del Coro "Monte Rite" di Venas.
Dall'Asta, Giambattista "Lessio" (Venas, 1884-1949) Imprenditore del gelato in Europa dell'Est dagli anni '20. Conosciuto come "Tita Pizzo", fu famoso per le innumerevoli botteghe di gelato che aprì. Tra i suoi giovani soci ci fu Guglielmo Tabacchi (1900-1974), poi diventato patron della Safilo.
Dall'Asta, Gianmaria "dal Bus" (Belgrado, 1885, ma con casa a Venas - Roma, 1971) Uomo di spiccata personalità e umanità, fervente nazionalista. Amico di Gabriele D'Annunzio, partecipò all'impresa di Fiume (1919-20).
Dall'Asta, Gino "Manera" (Venas, 1923 -) Dottore chimico, uno dei principali collaboratori del premio Nobel per la chimica (1963) Giulio Natta, e autore di numerosi brevetti nel settore chimico. Vedi
articolo di Lido Porri su rivista Politecnico (Luglio 2003) e foto n. 2 e 4 di Natta e Dall'Asta
Dall'Asta, Giuseppe "de Medo" (Venas, 1825-1910) Giancarlo Dall'Asta di Venas afferma che costui, suo bisnonno, partecipò alla spedizione dei Mille di Garibaldi (1860), ma lo stesso non risulta nell'elenco ufficiale dei partecipanti. A questo proposito il "Corriere delle Alpi" nella sua edizione del 10 giugno 2007 scrisse, in un articolo sui Mille della provincia di Belluno che "l’Agordino e il Feltrino risultano le zone a più alta densità garibaldina e risorgimentale, ma il Cadore all’epoca era austriaco e non Lombardo Veneto, così i discendenti di alcuni patrioti cadorini assicurano che anche qualcuno è partito da là e sbarcato in Sicilia, nonostante se ne sappia poco". Sembra in effetti che i garibaldini appartenenti a stati esteri siano stati tenuti nascosti, per non creare problemi diplomatici.
Dall'Asta, Modesto Danilo "Capotono" (Venas, 1914-1980) Maresciallo paracadutista, si distinse in numerose azioni durante l'ultima guerra. Pluridecorato al V.M. - Vedi anche il sito rievocativo dello "SQUADRONE F" cui Dall'Asta appartenne, curato dal nipote Daniel Battistella: http://www.squadronef.it/ Danilo aveva a Venas in Via Lasta un laboratorio di falegnameria.
dama sf. dama [đà-ma] /le dame da Ciarpà: leggendarie nobili castellane abitanti nella località omonima tra Venas e Cibiana
damerino sm. damerin
damigiana sf. damijana
danaroso agg. sior
dannare v.tr. e v.rifl., dannato p.p. danà
dannazione sf. maledizion [ma-le-di-ẑión] /(inter.) maladeta
danneggiare v.tr., danneggiato p.p. sacagnà
danno sm. dan [dan, đan]; preiudizio [pre-iu-dì-ẑio] /fei domanda dei dane de guera
Danta di Cadore  Danta
danzare v.intr., danzato p.p. balà
dappertutto av. dapardùto [da-par-đú-to]
dappoco agg. dapoco
dare v.tr. e v.rifl., dato p.p. 1) dà 2) ofrì
datare v.intr. bete la data, datà /datato p.p. betù la data, datà
dattero sm. datero
davanti agg. e av. davante
davvero av. par da viero, par da sen [sén]
dazio sm. (arc.) muda sf. [mù-đa]; dazio [dà-ẑio] /fei al mona par no pagà daẑio
De Bernardo, Marco "de Felipo" (Venas, 1890-1970) Grande esperto e appassionato forestale, autodidatta. Conoscitore delle foreste europee, era in grado di calcolare con precisione la consistenza di un bosco in piedi. Fu amministratore comunale e consigliere costituente nel 1958 del Consorzio Forestale della Valle del Boite di Borca diretto dal dott. Giovanni Zanetti.
De Bernardo, Ruggero "de Nane" (Mulhouse, 1923-Venas, 1980) Albergatore, comproprietario dell'albergo "al Borghetto" di Venas, in passato sede delle poste imperiali austriache, con cambio di cavalli. Internato, dopo l'8 settembre '43, in Germania, come molti altri militari italiani, nel 1944 cadde prigioniero degli Alleati, dai quali non venne liberato se non nel giugno 1946. Insignito della "Croce al Merito" (1973) e della "Medaglia d'Onore" alla memoria (2009).

De Bernardo, Umberto Raffaele "de Nicolò" (Venas, 1881-1958) Famoso uomo d'affari e personaggio pubblico a Venas. Nel 1923 era presidente delle "Segherie Italiane Umberto De Bernardo" di Milano ed esponente di spicco tra gli industriali del legname. Nel 1930 "con la famiglia va a Beuthen, allora Germania ora Polonia [Bytom], dove vende gelato fino all'arrivo dei sovietici, quando deve abbandonare tutto e rientrare in Italia" [dalla voce Emigrazione del presente Glossario]. Nel dopoguerra con i figli apre a Cortina il famoso bar "Cristallino". E' ancora ricordato a Venas per i suoi commoventi patriottici discorsi e per la sua promozione di attività sportive.
De Bernardo, Umberto (Bertino) "de Nicolò" (Venas, 1915-Francoforte, 1989) Nipote dell'omonimo Umberto di cui alla voce precedente, fu imprenditore del gelato attivo dal dopoguerra a Francoforte e costruttore di una innovativa macchina per gelato (Novagel). La sua gelateria "Capri Eis" sulla Kaiserstrasse, allora strada principale della città, ebbe grande successo e rimase aperta per vari decenni. De Bernardo fu anche uno dei fondatori dell'Uniteis.
De Lorenzo, Mons. Alfieri (Vinigo 1914-Venas 2009) - Ordinato sacerdote nel 1938, esercitò il ministero a Sedico e ad Alleghe durante la II^ G.M. Nell’autunno 1945 giunse come parroco a Venas e vi rimase fino alla morte. Era un sacerdote che sorprendeva per la sua cultura che alimentò anche grazie alla conoscenza delle lingue straniere. I parrocchiani di Venas non gli permisero di andarsene neppure nella vecchiaia e lo vollero in paese fino alla fine. Fu in seminario assieme ad Albino Luciani, due anni più anziano di lui, e lasciò dei ricordi di questa amicizia. Fece restaurare l'interno della parrocchiale di San Marco Nuovo, riportandolo allo stile neo-classico originale e decorandolo con pannelli di Giuseppe Modolo (1958). Dotò la chiesa di una nuova "Via Crucis", composta da formelle in bronzo dello scultore trevigiano Mario Balliana (1981), e collocò nel primo altare a sinistra della navata una pala raffigurante S.Anna e Madonna gestanti, del pittore milanese Savinio Labò (1962), dono di Giovanna Del Favero "Cason". 
De Prato, Giuseppe "Biasuto" (Venas, 1938-Valle, 1960) Atleta della squadra nazionale italiana di sci. Soprannominato "Stukas" per le sue discese in picchiata, conseguì varie vittorie ma la sua promettente carriera fu stroncata da un tragico incidente stradale.

debito sm. debito, puf /esiste la parola "debite" usata solamente nella frase: "esse come le debite" = essere arrabbiatissimo
debitore sm. debitor
debole agg. debol [dé-bol] /(f.) debola [dé-bo-la]
debolezza sf. nessa [nès-sa], persa [pèr-sa], deboleza [de-bo-lé-ẑa]
debordare v.intr., debordato p.p. passà fora
debuttare v.intr. se invià via loc.v.rifl.
decadere v.intr. scade /decaduto p.p. scadù, scadesto
decadenza sf. scantinamento sm., declin sm.
decantare v.tr., decantato p.p. 1) vantà 2) (chim.) s-ciarì
decapare v.tr., decapato p.p. decapà (occh.)
decapitare v.tr., decapitato p.p. taià via la testa
decente agg. polito [po-lì-to]
decentrare v.tr., decentrato p.p. s-centrà
decenza sf. pudor sm. [pu-đór]
decidere v.tr. e v.rifl. dezide [de-ẑì-đe], destrigà
deciduo agg. (alberi) da fuoia [fuó-ia] /(denti) da late
decifrare v.tr., decifrato p.p. decifrà
decimale agg. e sm. decimal
decimare v.tr., decimato p.p. decimà
decina sf. desina [de-∫ì-na]
decisione sf. decision
decisivo agg. resolutivo
deciso agg. resolù, deciso
declamare v.tr., declamato p.p. declamà, recità
declassare v.tr., declassato p.p. declassà, parà indrio
declinare v.tr., declinato p.p. (invito) dì de no; (gramm.) declinà
declinazione sf. (gramm.) declinazion [de-cli-na-ẑión]
declino sm. scantinamento, declin
decollare v.intr. ciapà al solo [∫ò-lo]
decomporre v.tr. e v.rifl. 1) descompone 2) putrefà
decorare v.tr., decorato p.p. decorà
decoro sm. onor /cenì l'onor inte de le porte
decorrere v.intr., decorso p.p. scominzià [sco-min-ẑià]
decrescere v.intr. dì do [đó] /decresciuto p.p. dù do
decretare v.tr., decretato p.p. 1) decretà 2) (tributare) conferì
decurtare v.tr. scurtà, reduse
dedicare v.tr., dedicato p.p. dedicà
defalcare v.tr., defalcato p.p. tirà do [đó], defalcà
defecare v.intr. chegà, cagà /(di volatili) schità, schitarlà
deficiente agg. sempio, porogramo
definire v.tr., definito p.p. definì
deflorare v.tr., deflorato p.p. sfondrà [sfon-drà]
deflorazione sf. sfondramento sm. [sfon-dra-mén-to]
defluire v.intr. desgore [de-sgó-re]
deformare v.tr., deformato p.p. sformà, desformà
defraudare v.tr., defraudato p.p. taconà
defunto agg. e sm. morto
degenerare v.intr., degenerato p.p. degenerà
deglutire v.tr., deglutito p.p. parà do, ingiotì
degnare v.tr. e v.rifl., degnato p.p. inpagà, degnà
degno agg. respetà
degustare v.tr., degustato p.p. gustà
Del Favero, Giuseppina "Cason" (Wörgl (Austria), 1898 - Venas, 1970) Di famiglia di Venas, ma nata e educata in Austria, sposò Giacomo Toscani "dei Coli" [vedi la voce: Toscani Amelio]. Portò a Venas un po' di cultura austro-ungarica e insegnò, sempre gratuitamente, il tedesco a molti venasiani emigranti in Germania. Fu animatrice di attività cattoliche e per molti anni organista nella Chiesa Parrocchiale di Venas.
delatore sm. spion [spi-ón]
degradare v.intr., degradato p.p. scantinà, dà do [đó]
delegare v.tr., delegato p.p. mandà
deleterio agg. malamente
delfino sm. delfin
deliberare v.tr. e v.intr. e v.rifl. resolve [re-sòl-ve], deliberà
delicato agg. fin, delicato
delimitare v.tr., delimitato p.p. limità; (terreni) pichetà; (incendi) taià
delinquente agg. e sm. baraba, zarlatan [ẑar-la-tàn], lazaron
delirare v.intr. 1) delirà /delira: al delirea 2) (smaniare) svernà  /deliri ?: svernes-to ?
delitto sm. delito
delizioso agg. delizios [de-li-ẑiós]
della prep.art.f.sing. de la
delle prep.art.f.pl. de le
dello prep.art.m.sing. del
deludere v.tr. delude [de-lù-đe]
delusione sf. delusion [de-lu-∫ión]
demaniale agg. demanial [de-ma-niàl]
demarcare v.tr., demarcato p.p. marcà
democristiano agg. democristian
democrazia sf. democrazia [de-mo-cra-ẑìa]
demolire v.tr., demolito p.p. bucià do [đó], demolì
demonio sm. diau
demoralizzare v.tr. e v.rifl., demoralizzato p.p. bucià do [đó], scoraià
denaro sm. solde [sòl-de] sm.pl., schei [schè-i] sm.pl. /"I schei fa ciantà l'orbo"
denigrare v.tr. tirà do [đó] loc.v.intr.
dentatura sf. dentadura [den-ta-đú-ra]
denso agg. fis, fito
dente sm. dento [dèn-to] /denti incisivi: palote [pa-lò-te] sf.pl.
dente di leone loc.s.m. radicio salvarego [sal-và-re-go]
dentello sm. capa sf.
dentiera sf. petenela [pe-te-nè-la]
dentro av. inte, de inte /inte, come fora, su, do, via, è usato in forma particolare, es.: inte fora, inte sote, dì in inte, inte a Cortina, inte in Germania; preme inte, fracià inte, parà inte, tirà inte, bate inte, ecc.
denudare v.tr., denudato p.p. despoià
denunciare v.tr., denunciato p.p. denunzià [de-nun-ẑià]
deperire v.intr. dà do [đó], scantinà, deperì /è deperito: l'a dato do
deplorare v.tr., deplorato p.p. lamentà
deporre v.tr. 1) poià do [đó] 2) (uova) ponde [pón-de]  3) (cibi, infusione) repone [re-pò-ne]
deportare v.tr., deportato p.p. deportà
depositare v.tr. depone, repone
deposito sm. deposito /(di legname) doana sf. [do-à-na] /(di granturco) biaver [bia-vèr] /(di formaggio) zelei [ẑe-lèi]
depravazione sf. coruzion [co-ru-ẑión]
deprecare v.tr., deprecato p.p. disaprovà, condanà
deprimere v.tr. e v.rifl. bucià do, intristì, deprime /depresso p.p. bucià do, intristì, deprimesto
depurare v.tr., depurato p.p. purificà, netà fora
deputazione sf. delegazion [de-le-ga-ẑión]
deragliare v.intr. dì fora de sina /deragliato p.p. dù fora...
derelitto agg. desnedià
deretano sm. , tafanario [ta-fa-nà-rio], panaro [pa-nà-ro]
deridere v.tr. ride sora [rì-đe só-ra], mincionà
derivare v.intr. ienì fora /derivato p.p. ienù fora
derogare v.intr., derogato p.p. tirà fora
derubare v.tr., derubato p.p. robà, portà via
desco sm. tola sf. [tò-la]
descrivere v.tr. descrive, presentà
deserto agg. vuoito [vu-ói-to]
deserto sm. deserto
desiderare v.tr. avé voia [vó-ia], bramà, strangossà, talentà
desiderio sm. voia sf. [vó-ia], morbin [mor-bìn]
designare v.tr., designato p.p. mostrà, racomandà
desinare v.intr., desinato p.p. disnà
desistere v.intr., desistito p.p. lassà via
desolato agg. 1) despiasù, despiasesto 2) (posto) salvarego
destare v.tr. e v.rifl., destato p.p. dessedà [des-se-đà]
destinare v.tr., destinato p.p. destinà
destino sm. destin [de-stìn]
destro agg. dreto [dré-to] /mano destra: man dreta
desumere v.tr. deduse [de-đù-∫e]
deteriorare v.tr., deteriorato p.p. fruà
determinare v.tr. , determinato p.p. stabilì
detestare v.tr. no podé vede
detonazione sf. colpo sm., sbarada [sba-rà-đa]
detrarre v.tr., detratto p.p. tirà do
dettaglio sm. particolar; (vendita merce) menudo [me-nù-đo] /vendere al dettaglio: vende al menudo
dettare v.tr., dettato p.p. detà
detto sm. dito
deturpare v.tr., deturpato p.p. ruinà
devastare v.tr., devastato p.p. sacagnà
deviare v.tr. e v.intr. dì fora /deviato p.p. dù fora
devolvere v.tr., devoluto p.p. assegnà
devozione sf. devozion [de-vo-ẑión]
di prep. de
di nascosto loc.av. de scondon [scon-dón]
di primo acchito loc.av. de primo entro [én-tro]
di qua loc.av. de cà
dialetto sm. dialeto /al dialeto cadorin
dialogo sm. conversazion sf. [con-ver-sa-ẑión]
diarrea sf. schita, mossa [mòs-sa]
diavolo sm. diau; taife [tài-fe] (solo nelle imprecazioni, di evidente origine tedesca: sacra taife, sacra taife naine) /(f.) diaula [diáu-la] /diavolino: diaulin [diau-lìn]
dicembre sm. dezembre [de-ẑèm-bre]
diciassette agg.num.card. disisete [di-∫i-sè-te]
diciannove agg.num.card. disnove [di-∫nó-ve]
diciotto agg.num.card. disdoto [di-∫dò-to]
dieci agg.num.card. diese [dié-∫e] /[Oltrechiusa: dies [diés]]
dietro prep. e av. davos [da-vòs] (est.), drio [drìo] /[Auronzo, Lozzo: davoi [da-vòi] ]
dietrofront sm. dareciou (R.P.) [da-re-ciòu]
difatti cong. defati
difendere v.tr. defende
difettoso agg. difetos [di-fe-tós]
differente agg. autro, diferente
differentemente av. autramente, de diferente
differenziare v.tr. fei diferenza [fèi di-fe-rèn-ẑa]
differire v.tr., differito p.p. spostà
difficile agg. defizil [de-fì-ẑil]
diffidente agg. 1) malfidente [mal-fi-đèn-te], 2) co i dente aute [đèn-te] /l'é da stà co i dente aute
diffondersi v.rifl., diffuso p.p. ciapà campo loc.v.intr.
difterite sf. grup, crup sm.
digerire v.tr., digerito p.p. padì [pa-đì], parà do [đó], digerì
digiuno sm. dedun [de-đún], deiuno [de-iú-no]
dignità sf. onor sm.
dignitoso agg. decoros [de-co-rós]
digradare v.intr., digradato p.p. (se) sbassà, v.rifl., sfumà
digrignare v.tr., digrignato p.p. (denti) scricolà
dilaniare v.tr., dilaniato p.p. sbrindolà
dilapidare v.tr. magnà fora [fò-ra], fei fora, scanà, candì, delapidà
dilatare v.tr. e v.rifl., dilatato p.p. slargà, sgionfà
dilazionare v.tr., dilazionato p.p. prorogà
dileggiare v.tr. ride sora loc.v.intr.
dileguare v.intr., dileguato p.p. sparì
dilemma sf. dubio sm.
dilettante sm. diletante
dilettare v.tr. e v.rifl., dilettato p.p. divertì, stravià
diligente agg. valente, cossienzios [cos-si-en-ẑiós] /l'é 'n riedo valente a scola
diluire v.tr. 1) (rarefare) restuognà, slongà 2) (sciogliere) delegà /diluito p.p. (rarefatto) restuoin [re-stu-óin], longo [lòn-go]; (sciolto) delegà
dilungarsi v.rifl., dilungato p.p. intardivà v.intr. 
diluvio sm. brentana sf., diluvio 
dimagrire v.tr. e v.intr., dimagrito p.p. desmagrà
dimenare v.intr. e v.rifl., dimenato p.p. remenà /la bissa l'é 'ncora drio che la se remena
dimensione sf. dimension [di-men-sión]
dimenticanza sf. desmenteon sm. [de-∫men-te-ón] /solo nell'espressione: al mal del desmenteon [doglie del parto]
dimenticare v.tr. e v.rifl., dimenticato p.p. desmenteà [de-∫men-te-à]
dimesso agg. malpieze [mal-pié-ẑe]
dimettere v.tr. (ospedale) mandà a ciasa; (lavoro) dimete
dimezzare v.tr., dimezzato p.p. smedà
diminuire v.tr. reduse, sbassà
dimora sf. ciasa [cià-∫a]
dimorare v.intr. vive
dimostrare v.tr. e v.rifl., dimostrato p.p. mostrà
dinoccolato agg. zanpedon [ẑan-pe-đón]
Dio sm. Dio, al Signor [Si-gnór]
dipanare v.tr., dipanato p.p. despetolà
dipendere v.intr. depende /dipeso p.p. dependù
dipingere v.tr., dipinto p.p. piturà /mè nona n'ota la m'a contà che 'l pitor Tizian da Pieve, inte 'n viado che l'avea fato par dì a Venezia, al s'avea fermà a dormì inte na locanda, ma no l'era restà par nia contento del servizio. Par dispeto, inante de caminà, l'avea piturà na merda sul lenzuó, co 'n morsón che solèa via parsora, propio in medo al lieto. Al l'avea fata cossita polito che chi de la locanda i credea che la fusse viera, e i era dute inrabiade, e i era dude a parà via al morsón. Ma cuan che i s'a inacorto che la merda, co 'l morsón, l'era solo piturada, e i a savesto che l' era stada fata da 'n gran pitor, i se l'a betuda via par recordo [lenzuó=lenzuolo, lieto=letto, morsón=moscone, solèa=volava, dude=andati]
diploma sm. diploma
diradare v.tr. 1) restuognà, slongà, 2) reduse [re-đú-∫e] 3) sfoltì
diramare v.tr. 1) (rami) daramà  2) (notizie) bete fora /diramato p.p. daramà, betù fora
dire v.tr. /detto p.p. dito
direttamente av. direto [di-rè-to]
direzione sf. direzion [di-re-ẑión]
dirigente sm. diretor
dirigere v.tr. conduse [con-dù-∫e] /diretto p.p. condusesto
dirimpetto prep. de fronte, visavì [vi-∫a-vì]
diritto 1) agg. dreto [dré-to], 2) (legge) sm. derito [de-rì-to]
diritto av. dreto /tirà dreto
dirizzare v.tr., dirizzato p.p. drezà [dre-ẑà]
diroccato agg. desboà [de-∫bo-à]
dirottare v.tr., dirottato p.p. dirotà
dirozzare v.tr., dirozzato p.p. sgredà
dirupo sm. crepa sf.
disabitato agg. desabità, vuoito [vuói-to]
disabituare v.tr. e v.rifl., disabituato p.p. desusà [de-∫u-∫à]
disaccordo sm. desacordo, crica sf. /essere in disaccordo: "Esse in corno e cros", "Esse in crica"
disadattato agg. desnedià, mal adatà
disadorno agg. puoro
disagevole agg. descomodo
disagio sm. scomodità sf.
disapprovare v.tr., disapprovato p.p. criticà
disarmare v.tr., disarmato p.p. desarmà
disastro sm. desastro
disboscare v.tr., disboscato p.p. desboscà
disbrigo sm. desbrigo
discapito sm.  descapito
discarica sf. chipa
discendere v.intr. ienì fora [fò-ra] /disceso p.p. ienù fora
discernere v.tr. vede fora [vé-đe fòra]; dezerne [de-ẑèr-ne]
discernimento sm. scrimia sf. [scrì-mia], iudizio [iu-đì-ẑio]; sesto [sè-sto]
discolpare v.tr. e v.rifl., discolpato p.p. descolpà
discordia sf. crica, urto sm.
discorrere v.intr. descore [de-scó-re], conversà
discorso sm. discorso; conversazion sf. [con-ver-sa-ẑión]
discostare v.tr., discostato p.p. parà in là
discredito sm. descredito
discrepanza sf. diferenza [di-fe-rèn-ẑa]
discreto agg. riservà, moderà
discriminare v.tr., discriminato p.p. discriminà
discussione sf. discussion
discutere v.tr. descute, cuestionà; zinquantà [ẑin-quan-tà] /discusso p.p. descutesto, cuestionà, zinquantà
disdegnare v.tr., disdegnato p.p. desprezà [de-spre-ẑà]
disdetta sf. disdeta
disdire v.tr., disdetto p.p. desdì [de-∫dì], disdetà
disegnare v.tr., disegnato p.p. disegnà
diseredare v.tr., diseredato p.p. diseredà
disertare v.intr., disertato p.p. disertà
disertore sm. disertor
disfare desfei v.tr. [de-sfèi] /disfatto p.p. desfato /desfei al lieto
disfatta sf. desfata
disgaggio sm. (massi pericolanti) desgaio /verbo: desgaià
disgelo sm. cuan che mola [mò-la], cuan che desiaza [de-∫ià-ẑa]
disgrazia sf. 1) desgrazia [de-∫grà-ẑia], 2) azidente sm. [a-ẑi-dèn-te], inzidente sm. [in-ẑi-dèn-te]
disgraziato agg. desgrazià [de-∫gra-ẑià]
disgregare v.tr., disgregato p.p. pestà su
disguido sm. eror
disgustare v.intr., disgustato p.p. desgustà, stomeà
disgustoso agg. stomeos [sto-meós]
disillusione sf. delusion
disimparare v.tr., disimparato p.p. desimparà
disimpegnare v.tr., disimpegnato p.p. desbratà
disincagliare v.tr., disincagliato p.p. liberà fora
disinfettare v.tr., disinfettato p.p. desinfetà
disinfiammare v.tr. e v.rifl., disinfiammato p.p. desfiamà /lassà che se desfiame
disinserire v.tr., disinserito p.p. iavà fora
disintegrare v.tr. e v.rifl. disintegrà, fei s-centene [s-cén-tene] loc.v.intr.
disinteressato agg. no intaressà
disintossicare v.tr. e v.rifl. desintosseà
disinvolto agg. disinvolto
dislivello sm. deslivel [de-∫li-vèl]
dislocare v.intr., dislocato p.p. tramudà [tra-mu-đà]
disobbediente agg. desobediente [de-∫o-be-đièn-te]
disobbedire v.tr., disobbedito p.p. desobedì [de-∫o-be-đì]
disoccupato agg. e sm. disocupà
disonesto agg. inbroion [in-bro-ión]
disonore sm. disonor [di-∫o-nór]
disordinato agg. desordinà [de-∫or-đi-ná]
disordine sm. desordin [de-∫ór-din], desio [de-∫ìo], sanfasson [san-fas-són], pascareze [pa-sca-ré-ẑe] /- come quello lasciato da un violento temporale: redetum [re-đè-tum] (arc.)
disossare v.tr., disossato p.p. desossà
disotto av. desote
dispari agg. dispari
disparte (in) loc.av. da na parte
dispendio sm. gran spesa loc.s.f.
dispensare v.tr., dispensato p.p. dà fora [fò-ra]
disperare v.intr. e v.rifl., disperato p.p. desperà
dispetto sf. dispeto, malegrazie sf.pl. [ma-le-grà-ẑie]
dispettoso agg. dispetos [di-spe-tós]
dispiacere sm. despiazer [de-spia-ẑér]
dispiacere v.intr. despiase [de-spià-∫e] /dispiaciuto p.p. despiasù [de-spia-∫ù], (despiasesto) [de-spia-∫é-sto]
dispiegare v.tr., dispiegato p.p. verde fora [vèr-đe fò-ra]
displuvio sm. versante
disporre v.tr. e v.rifl. 1) despone [de-spò-ne] , stabilì 2) bete [bé-te] /disposto p.p. desponesto [de-spo-né-sto], stabili, betù
dispotico agg. espotico [e-spò-ti-co] /paron espotico
disprezzare v.tr., disprezzato p.p. desprezà [de-spre-ẑà]
disprezzo sm. desprezo [de-sprè-ẑo]
disputare v.tr., disputato p.p. (gioco) duìà
dissanguare v.tr. e v.rifl., dissanguato p.p. dissanguà, svenà /(fig.) ruinà
dissapore sm. contrasto
dissennato agg. mato, fora de testa
dissenteria sf. schita, mossa [mòs-sa]
dissentire v.intr., dissentito p.p. contrarià
disseppellire v.tr., disseppellito p.p. tirà, iavà su
dissertare v.intr., dissertato p.p. tratà
dissestare v.tr., dissestato p.p. sacagnà
dissidente agg. e sm. dissidente
dissimulare v.tr. sconde [scòn-de] /dissimulato p.p. sconto [scòn-to], (scondù)
dissipare v.tr. fei sparì [fèi] /dissipato p.p. fato sparì
dissociare v.tr. e v.rifl., dissociato p.p. (se) tirà fora
dissodare v.tr., dissodato p.p. bracà (V.M.T.); voltà ciampo
dissoluto agg. baraba
dissolvere v.tr. e v.rifl., dissolto p.p. scomparì
dissuadere v.tr. dissuade /dissuaso p.p. dissuadesto
distaccare v.tr. e v.rifl., distaccato p.p. destacà
distante agg. e av. lontan
distanziare v.tr., distanziato p.p. lassà indrio [in-drìo]
distare v.intr. esse lontan /Venas dista 20 km. da Cortina: Venas l'é 20 km. lontan da Cortina
distendere v.tr. stende fora [fò-ra], bete fora [bé-te], scarà fora, slongà fora /distendere i panni: bete fora la roba /disteso p.p. destirà, slongà fora
distinguere v.tr. 1) vede fora [vé-de fò-ra] 2) marcà /distinto p.p. vedù fora, marcà
distogliere v.tr. destuoi [de-stuói], destole [de-stò-le] /distolto p.p. destolesto [de-sto-lé-sto]
distorsione sf. (arti) stravalicada [stra-va-li-cà-đa]
distrarre v.tr. stravià, distrae [di-stràe], perde via [pèr-đe] /distrarsi v.rifl. se stravià, se distrae, se perde via /distratto p.p. stravià, perdù via [per-đù]
distretto sm. destreto [de-stré-to] /LA FIN DEL DESTRETO CADORIN DE L'OCIAL [sulla fine del distretto cadorino dell' occhiale, vedi il mio POST]
distribuire v.tr., distribuito p.p. dà fora, distribuì
districare v.tr., districato p.p. destrigà, despetolà
distruggere v.tr. fei fora [fèi fò-ra], destrude [de-strù-đe] /distrutto p.p. fato fora, destruto
distruzione sf. delenda, distruzion [di-stru-ẑión] /i a fato duta na delenda
disturbare v.tr., disturbato p.p. insolentà, insoreà, desturbà
disubbidiente agg. desubidiente
disunire v.tr., disunito p.p. desunì [de-∫u-nì], destacà, tirà via
disusare v.tr., disusato p.p. desusà [de-∫u-∫à]
ditale sm. dedal [de-đàl] /[Valle: dedial ] [de-điàl]
dito sm. diedo [dié-đo] /ditino: diedolin [die-đo-lìn]
diurno agg. via par al dì
divagare v.intr. dì fora /divagato p.p. dù fora
divampare v.intr., divampato p.p. (incendio) ciapà campo /l'incendio è divampato al mattino: al fuó l'a ciapà campo da bonora
divano sm. sofà
divaricato agg. slargà fora
diventare v.tr. ienì fora [fò-ra], deventà /diventato p.p. ienù fora, deventà
divergenza sf. contrasto sm.
diversamente av. autramente, de diferente
diversivo sm. distrazion sf. [di-stra-ẑión]
diverso agg. autro, diferente
diversi agg.indef.m.pl.  alcuante, an grun de
divertente agg. che fa ride
divertimento sm. divertimento, straviamento
divertire v.tr. e v.rifl., divertito p.p. stravià, divertì
dividere v.tr. divide /diviso p.p. dividù (dividesto)
divieto sm. proibizion sf. [pro-i-bi-ẑión]
divino agg. divin
divisa sf. montura
divisione sf. division [di-vi-∫ión]
divo sm. (cinema) stela sf.
divorare v.tr., divorato p.p. divorà, voltà do [đó]
divorziare v.intr., divorziato p.p. divorzià [di-vor-ẑià]
divulgare v.tr. pande [pàn-de] /divulgato p.p. pandù, pandesto
dizionario sm. dizionario [di-ẑio-nà-rio], vocabolario, glossario
Dobbiaco Dobiaco /mè mare la se fasèa de marevea che i avesse cambià al nome del paes, che era stà sempre Toblach. La me contea che chi da Venas (chi che no puodèa pì de tanto) i dèa a Toblach in viado de noẑe. Penso che se la bendina la continuarà a cresse de chesta moda, nò solo chi da Venas, ma dute i cadorin cognarà limitasse a dì in viado de noẑe a Toblach
docile agg. mestego [mè-ste-go]
documento sm. ato, carta sf., papir [pa-pír], zedola sf. [ẑé-do-la]
dodici agg.num.card. dodese [dó-đe-∫e]
dogana sf. doana /in dialetto il termine doana era soprattutto usato per indicare un deposito di legname. Vedi la voce deposito
doglia sf. doia [dò-ia] /doia era passata a significare la corona di fiori nei funerali
dolce agg. e sm. dolze [dól-ẑe] /dolciastro: dolzìn [dol-ẑìn]
dolere v.intr. e v.rifl. duó, dolé /doluto p.p. dolù, dolesto
Dolomiti Dolomite, Dolomiti [Oltrechiusa: Dolomites] /se si guarda come vengono oggi presentate le Dolomiti, per esempio andando sul sito di Wikipedia, per poi cliccare a sinistra nelle varie lingue, si noterà con un certo stupore (ma non troppo), che le Dolomiti Cadorine sono fortemente snobbate a favore di quelle alto-atesine e trentine.
dolore sm. 1) dolor [do-lór], vede le stele [vé-de] /m'é tomà an toco de len sul pè, e èi vedù le stele 2) (fig.) magon [ma-gón], gropo [gró-po]
domandare v.tr. e v.intr. e v.rifl., domandato p.p. domandà
domani av. doman [do-màn]
domare v.tr., domato p.p. domà
Domegge di Cadore Domeie /Frazioni: Valesela, Grea
domenica sf. domenega /[Oltrechiusa: domenia]
domestica sf. serva
domicilio sm. stà de ciasa
dominare, dominato p.p. dominà, paronà
don sm. inv. (titolo onorifico dato ai sacerdoti) don /(arc.) pre [pré] o [prè]
donare, donato p.p. , donà
dondolare, dondolato p.p. ninolà
dondolo sm. dondolo
donna sf. femena [fé-me-na]; baba (spreg.) [bà-ba] /- corpulenta: (an) femenon [fe-me-nón] sm.
donnaccia sf. donaza [do-nà-ẑa] /al Bus de la Donaza (località di Venas) /La Donaẑa è una figura mitica terrifica femminile, propria delle Dolomiti, che si sposta nel cuore della notte per dispensare doni o punizioni.
donnola sf. dondola [dòn-do-la]
dopo prep. e av. dapò, po', dopo
dopodomani av. dinpodoman [din-pò-do-màn], dopodoman [dò-po-do-màn]
dopotutto av. dopoduto, in conclusion
doppio agg. dopio
doppione sm. dopion [do-pión]
dorare v.tr., dorato p.p. indorà
doratura sf. doradura [do-ra-đù-ra]
dormiglione sm. dormicion [dor-mi-ción]
dormire v.intr. dormì, slofen [∫ló-fen] /"Dì a dormì come le pite" /dormicchiare: dormicià
dormita sf. dormida [dor-mì-đa]
dorso sm. dos [dòs]
dosare v.tr., dosato p.p. dosà, mesurà
dotare v.tr., dotato p.p. dotà, fornì
dote sf. dota [dò-ta]
dottore sm. dotor
dottrina sf. dotrina /dotrina si usa per indicare il catechismo
dove av. onde [òn-de] /dove sei stata ?: onde sos-to stada ? [Oltrechiusa, Lozzo: agnò [a-gnó] ]
dovere sm. dover
dovere v.intr. avé da, dové, cogné /devo andarmene: èi da caminà, cogne caminà /si deve: muss [voce tedesca] /dovuto p.p. dovù, dovesto [do-vé-sto], cognù, cognesto [co-gné-sto]
Dovesto, in dialetto Davésto Località situata tra il torrente Vallesina e la borgata di Suppiane, a monte della stessa e a nord-est di Venas, dove è ubicata una piccola cappella fatta costruire a fine '500 da Jacobo Jacobi, uomo d'affari di Perarolo. La cappella è dedicata a S.Giacomo Maggiore. Jacobi vi istituì una mansioneria con i proventi del fondo Varalonga. La proprietà passò verso metà '700 ai Maierotti sempre di Perarolo e infine nel 1806 venne acquistata dalla Regola di Cura degli abitanti di Venas, Giau e Suppiane. Jacobi dotò la cappella di una pala della scuola di Tiziano "Madonna con bambino e Santi (Antonio, Giacomo, Cecilia e Chiara)" facendo ritrarre se stesso (in S. Giacomo), sua moglie (nella Madonna) e sua figlia (in S. Cecilia). La pala fu fatta spostare, sembra per motivi di sicurezza, dal parroco di Venas mons. Alfieri De Lorenzo da Dovesto alla chiesa di S.Marco Nuovo, dove si trova attualmente. Al centro in basso è riportato lo stemma dei Jacobi. [Fonte: intervista al Prof. Alberto Toscani]
Chiesetta di Dovesto (Foto Internet)

Madonna con bambino e Santi - ex proprietà famiglia Jacobi (Foto Giancarlo Soravia)
dovunque av. daparduto [da-par-đù-to]
dozzina sf. dodena [do-đé-na]
drappello sm. drapel
drappo sm. drapo
drenaggio sm. drenaio
Dresda Città della Germania dove l'autore di questo Blog visse un periodo della propria infanzia. La foto lo ritrae a Dresda nel 1942 (4 anni). Foto scattata da un altro balcone della casa dove abitava con i genitori, il fratello Angelo e la zia Annetta Toscani, vedova di Antonio Soravia (Venas, 1897-1941) sopra la gelateria in Rosmaringasse 2. Tutto il quartiere oltre a gran parte della città fu raso al suolo con i suoi abitanti nel bombardamento del 13-14 febbraio 1945. La famiglia perse tutto a Dresda e non ebbe più notizie di nessuno tra le molte persone che essa conosceva lì. La torre che si vede sullo sfondo è la Hausmannsturm, vecchia torre del Castello della Residenza di Dresda. Sulla storia del Castello (ricostruito dopo la guerra assieme alla torre), vedi Wikipedia in francese (non esiste la voce italiana):
https://fr.wikipedia.org/wiki/Ch%C3%A2teau_de_la_R%C3%A9sidence_de_Dresde
Giancarlo Soravia a Dresda nel 1942 (Foto scattata da Secondo Piazza di Lorenzago, all'epoca dipendente della gelateria)
La Hausmannsturm e Dresda bombardate (foto Wikipedia)
Ricordi ancora vivi di Dresda dello scrivente: la strada sotto il balcone di casa dove marciava la Hitler-Jugend, lo Zoo, la cui fine sotto il bombardamento fu oggetto di toccanti racconti sugli animali terrorizzati, le vetrine dei negozi desolatamente vuote, una donna nana, un bambino che abitava nella soffitta di casa con la madre e che aveva una collezione di soldatini di stagno, il numero di telefono di casa (in tedesco): 14-3-91, e un ritornello che recitava: "Oh mein Gott ! Sechs Kinder und kein Brot, mein Mann Soldat !" (Oh mio Dio ! Sei bambini e niente pane, mio marito soldato !).
Passaporto di Rosa Dall'Asta Soravia (Monaco, 11/1/1903-Venas, 2/6/1969) (foto spostata dall'originale) con l'ultimo suo visto di uscita dalla Germania in data del 17 maggio 1943, e transito al Brennero (assieme al sottoscritto figlio) del giorno successivo
Passaporto di Adalberto Soravia (Darmstadt, 29/6/1901-Venas, 13/11/1959) (padre del sottoscritto) rilasciato dal Regio Consolato Generale Italiano di Dresda il 4 agosto 1941
Foto dell'epoca di Dresda di Angelo Soravia (fratello del sottoscritto)  (Venas, 18/12/1930-Imperia, 28/11/1951)
(Voce aggiunta il 14  febbraio 2016 nell'anniversario del bombardamento)
dritto agg. dreto [dré-to]
drizzare v.tr., drizzato p.p. drezà [dre-ẑà] /dreẑà si usa in alcune frasi idiomatiche: dreẑà via la tola (sparecchiare), dreẑà la gamela (mettere in riga), dreẑà fora (raddrizzare)
droghiere sm. spezier [spe-ẑiér] (arc.)
dubbioso agg. dubios [du-biós], cagadubi
dubitare v.intr., dubitato p.p. dubità
due agg.num.card. doi [dói]
duecento agg.num.card. dosento [do-∫èn-to]
duello sm. duel
duemila agg.num.card. doimila
dunque cong. dunche, a la fin, de conseguenza [con-se-guèn-ẑa]
duomo sm. domo [dò-mo], duomo
durante prep. via par, duran [du-ràn], durante /via par l'istade
durare v.intr. 1) durà, 2) regnà, resiste [re-∫ì-ste], bate duro /durato p.p. durà, regnà, resistì, batù duro
durata sf. durada [du-rà-đa]
duro agg. duro [đù-ro, dù-ro] /al muro l'é duro
duttile agg. maleabil